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CASA DI RIPOSO

Arriva una settimana di fuoco

Scoperti circa 30 posti, perdita di circa milione: i familiari temono l’aumento delle rette

Arriva una settimana di fuoco

31/10/2020 - 17:31

Si annuncia una settimana di fuoco per il Centro servizi anziani: mercoledì prossimo è attesa la sentenza del Tar sul ricorso presentato dall’Ipab di Cavarzere contro la decisione del cda di riviera Sant’Andrea che unilateralmente ha “licenziato” il direttore Mauro Badiale e interrotto la convenzione in atto tra le due strutture. Una spada di Damocle che ha spinto il presidente Simone Mori a rimandare la nomina del nuovo direttore, così dal 17 luglio la Casa di riposo è senza una vera e propria guida. Una sentenza negativa per Mori, avrà ripercussioni pesanti sul piano economico/finanziario, ma soprattutto sarà uno smacco politico difficilmente giustificabile.

In attesa di questo delicatissimo passaggio, il clima in riviera Sant’Andrea è sempre più pesante e questo non dipende soltanto dal Coronavirus e dalle severe norme restrittive anti contagio. Si registra un malessere crescente sfociato due settimane fa nella protesta organizzata dai familiari con un sit-in davanti all’ingresso. Una spia ancor più significativa è quanto accaduto non più tardi di un mese fa: il trasferimento di un’ospite nella casa di riposo di Corbola. Il trasferimento da una struttura all’altra non è certamente una novità, in tempi normali, ma questi non sono tempi normali. Altri sarebbero intenzionati a fare altrettanto, a fermarli sarebbe l’emergenza sanitaria che sta rendendo tutto molto più complicato. A quanto si apprende, tra le motivazioni addotte dalla familiare che ha deciso il trasferimento, ci sarebbe non solo la carenza ma la difficoltà stessa di avere informazioni sulle condizioni del proprio caro. Questo è il punto centrale della protesta che i familiari hanno portato in piazza.

Se una rondine non fa primavera, anche la perdita di un ospite su oltre 200 non può sconvolgere il piano operativo e finanziario della struttura. In effetti gli ospiti erano poco più di 200 al momento dell’insediamento di Mori e del cda a chiara impronta civica nominato dal sindaco Omar Barbierato. A tutt’oggi, invece, sono circa 180 come ha recentemente dichiarato lo stesso Mori. Questo significa che ci sarebbero circa 30 posti scoperti, ovviamente la maggior parte provocati dai decessi. Facendo i classici “due conti della serva”, per difetto, la struttura avrebbe mancati introiti per circa 50mila euro al mese, oltre mezzo milione su base annua. “E’ vero – dicono i familiari – che siamo in emergenza Covid, quindi gli ingressi sono molto più complicati. Tuttavia la pandemia va avanti da quasi un anno e fin dall’inizio era apparso chiaro a tutti che questa emergenza sanitaria sarebbe andata avanti a lungo”.

A questo punto i familiari avanzano un doppio interrogativo: “Se le stanze di accoglienza sicura sono state realizzate, perché non è stato possibile recuperare alcuni dei posti rimasti scoperti? Forse i posti rimangono scoperti per carenza di personale?” E ancora: “Come siamo messi con le liste d’attesa? C’è ancora interesse a venire nella nostra Casa di riposo? Quanti sono i casi di trasferimento ad altra struttura avvenuti dall’insediamento di questo cda?”.

Non sono certamente domande peregrine, ma denotano un forte disagio e una grande preoccupazione. Si chiedono i familiari: “I mancati introiti che si stanno prospettando saranno coperti da un aumento di rette? Se si dovesse aggiungere l’eventuale mazzata del Tar, come reagirà il cda? Una cosa è certa: non siamo disposti ad accettare passivamente”. Su questo sicuramente Mori non ha dubbi anche perché finora non ha voluto riconoscere, sia pure ufficiosamente, la rappresentanza dei familiari, preferendo un rapporto diretto e personale con ogni singolo familiare. Esattamente quello che faceva Sandra Passadore.

Tuttavia qualcosa, sia pure timidamente, si sta muovendo. Sembra in dirittura d’arrivo il regolamento per il comitato dei familiari, poi si potrà procedere alla nomina della rappresentanza ufficiale dei familiari. Anche se, inevitabilmente, si dovrà attendere il superamento di questa fase critica della pandemia per procedere con le votazioni.

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