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“Il Comune fa acqua da ogni parte”

L’ex sindaco attacca: “Si punta alla fidelizzazione del personale mentre cresce la confusione”

“Il Comune fa acqua da ogni parte”

Gino Sandro Spinello, ex sindaco, oggi all'opposizione

31/10/2020 - 20:13

"Quella ventata di novità promessa dalla civica compagnia ha prodotto il risultato di rispolverare uno dei peggiori retaggi della vecchia politica: la fidelizzazione del personale": parole gravissime quelle del capogruppo dem Sandro Gino Spinello all’indirizzo del sindaco Omar Barbierato. E la freddezza dei rapporti tra i due ha portato a un’escalation dello scontro che ormai appare senza ritorno, anche per l’atteggiamento di supponenza ripetutamente dimostrato in consiglio comunale dal sindaco nei confronti del suo predecessore.

Spinello non intende fare sconti a Barbierato e alla sua giunta sulla recente riorganizzazione della macchina burocratica comunale. La sua posizione, sia pure in un’ottica e con obiettivi diversi, coincide con le critiche sollevate da Direl, il sindacato dei dirigenti degli enti locali. Tra le altre cose, quest’ultimo ha sollevato un vizio di legittimità riscontrando di non essere stato consultato come prevede la legge.

Ecco, allora il primo affondo di Spinello. "Nella riorganizzazione del personale, Barbierato ha fatto la scelta più scontata e meno innovativa. Ha scelto di affidare la direzione di 79 dipendenti, quota pari al 71,81% del totale del personale attualmente in servizio, al segretario generale Gianluigi Rossetti e ad Andrea Portieri: le due figure dirigenziali che lui stesso ha assunto". Quindi quasi tre quarti del personale affidato a due dirigenti, il rimanente agli altri due.

"La nuova riorganizzazione del personale – incalza l’esponente Pd - non è stata certo deliberata sulla base di un esame dettagliato dell'esistente, né su proposte di cambiamento trasparenti, ragionate e coerenti con l’attuale quadro normativo. Nello scambio di settori tra dirigenti non può essere invocata la rotazione indicata dall'Anac, ovvero l'Autorità anticorruzione: altre sono le modalità che dovevano essere seguite e non esistono atti a supporto di una simile ipotetica scelta".

Allora ricorda che "L'Anac e le stesse leggi dello Stato stabiliscono che il segretario generale non possa essere responsabile dell'applicazione delle norme sull'anticorruzione e sulla trasparenza e contemporaneamente dirigere direttamente numerosi uffici spesso con competenze molto diverse dalle sue strette funzioni: è evidente la sua incompatibilità nell’essere allo stesso tempo controllore e controllato".

A questo punto Spinello lancia la sfida: "Barbierato risponda su questo e non si nasconda dietro a frasi trite e ritrite, alle quali oramai non crede più nessuno. Difende in maniera bizzarra la nuova riorganizzazione; dice che non è stato aumentato il fondo incentivante dei dirigenti. Ci mancherebbe, non sarebbe giustificato l'aumento visto che i dirigenti hanno meno uffici e servizi da sovraintendere in quanto parte considerevole di questi sono seguiti direttamente dal segretario generale: la giunta ha approvato una delibera sulla ‘rilevanza strategica’ dei settori retti dai tre dirigenti, atto che sarà decisivo nella rispettiva suddivisione del salario accessorio. La scelta è già chiara: su una scala di 10 punti a Portieri sono riconosciuti 4 punti; 3,5 a Barbon e 2,5 a Caporella De Mattia".

Un discorso a parte per il segretario. "Va evidenziato – sottolinea Spinello - che la valutazione sull'operato del segretario comunale segue un percorso diverso: verranno utilizzate risorse differenti e aggiuntive rispetto a quelle riservate ai dirigenti che gli potranno essere corrisposte fino al 10% della sua retribuzione lorda".

Ed ecco la sferzata finale: "Il tentativo di fidelizzare gli apparati è uno dei peggiori retaggi della vecchissima politica. Adesso ci ritroviamo con una macchina comunale che, comunque, fa acqua da tutte le parti; la qualità dei servizi resi sta calando continuamente e cresce la disorganizzazione negli uffici. Non può essere sempre invocata l'emergenza sanitaria come scusante e parafulmine di tanti inaccettabili ritardi".

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