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ADRIA

Un forte appello a unità e coesione

Micheletti: “Vincere gli egoismi per conseguire un risultato più grande: il bene comune”

Un forte appello a unità e coesione

Ad Adria il IV Novembre è stato celebrato sia nel capoluogo che nelle frazioni

10/11/2020 - 10:09

Secondo e ultimo atto delle celebrazioni del IV Novembre per la Festa dell’unità nazionale e delle Forze armate. Domenica si è svolta la commemorazione in ogni frazione, esclusa Bottrighe dove la ricorrenza è stata celebrata mercoledì scorso, così pure nel centro cittadino.

Sindaco, assessori, consiglieri di maggioranza e il presidente del consiglio comunale hanno presenziato nelle cerimonie che si sono svolte a Baricetta, Bellombra, Ca’ Emo, Cavanella Po, Fasana, Mazzorno Sinistro e Valliera. Ad affiancare le autorità civili le diverse rappresentanze delle associazioni combattentistiche e d’arma carabinieri, finanza, marinari, alpini reduci e combattenti, insieme al parroco del paese che ha recitato una preghiera ed ha impartito la benedizione.

Il tutto si è svolto in maniera sobria e in forma ridotta per rispettare le norme di sicurezza sanitaria anti Cvoid-19.

"Abbiamo voluto commemorare il 4 Novembre nelle frazioni – spiega il sindaco Omar Barbierato - anche se in numero ridotto dei partecipanti, a causa dell’emergenza sanitaria in atto, per non perdere la memoria di quanto accaduto in passato". Il primo cittadino ha presenziato a Ca’ Emo e Fasana, affiancato dai consiglieri comunali Sara Mazzucato e Cristian Andriotto.

"Credo nella bandiera italiana e nei valori che rappresenta – ha sottolineato il sindaco - che hanno protetto i nostri fratelli che hanno dato la vita nella tragica Prima Guerra Mondiale. Valori che ci hanno unito nell'affrontare la prima fase di questa pandemia e che non dobbiamo mai perdere di vista se vogliamo uscire insieme vincitori da questo periodo difficile che ha messo in difficoltà sotto l'aspetto sanitario, economico e sociale, la nostra grande comunità".

L’assessore Matteo Stoppa affiancato da Michele Casellato, nel presiedere le cerimonie a Mazzorno Sinistro e a Cavanella Po ha evidenziato che "la celebrazione del 4 Novembre deve rimanere lontana da ogni spirito divisivo e ricordare senza più rancori i caduti di una parte e dell’altra all’interno di uno spirito unitario europeo. Rendendo, nel nostro caso, un omaggio particolare al sacrificio di coloro che si batterono per consentire all’Italia di resistere in un conflitto che vedeva in gioco la sua stessa esistenza dopo i giorni tragici di Caporetto".

Così pure "unità, perseveranza e solidarietà sono i principi basilari per una società nella pace: oggi, si può dire che siamo in guerra contro il Coronavirus, ma restando uniti, nel rispetto delle regole ne usciremo vincitori" il passaggio centrale della vicesindaca Wilma Moda a Baricetta, affiancata da Federico Paralovo.

Da Valliera, Francesco Bisco, insieme a Simone Visentini, ha evidenziato che "è giusto che questa giornata non venga mai dimenticata, per ricordare che tantissimi di quei morti erano giovani di 18, 19 e 20 anni, che hanno lasciato le loro case per non farvi più ritorno. Oggi abbiamo il compito di parlare ai giovani di quel sacrificio immenso, far capire che cosa è successo 102 anni fa, far capire il dolore dei genitori che vedevano partire dalle loro case i loro figli, con l’angoscia nel cuore di non vederli più ritornare: solo così possiamo dare giusto significato a questa data così importante".

A Bellombra, Graziella Bovolenta ha ricordato l’atto conclusivo della Grande Guerra con la firma dell’armistizio a Villa Giusti, nei dintorni di Padova. Da parte sua l’assessore Andrea Micheletti ha lanciato l’appello a superare gli egoismi per conseguire un risultato più grande, un risultato che diventa bene comune. "Ci sono persone – ha affermato - che sono morte per altre persone, mentre adesso ci sembra difficile che si possa pensare di fare dei sacrifici per un bene come quello della salute. L’insegnamento più grande di quanto successo in passato, è quello di essere meno egoisti e di lavorare per una società più coesa, perché solo attraverso l’unione e la coesione possiamo pensare di dare un senso a quello che facciamo, altrimenti è solo una bieca battaglia per se stessi".

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