VOCE
ADRIA
09.12.2020 - 15:44
L'ospedale di Adria
"Oggi, purtroppo, oltre alla continua perdita di servizi, constatiamo che si sta perpetrando un’ulteriore degrado dei servizi offerti dall’ospedale di Adria con la chiusura dell’attuale Spdc (Servizio psichiatrico di diagnosi e cura, ndr) di Adria per trasferirlo a Rovigo, sottraendo uno staff di professionalità indispensabile per la salute mentale locale". E' la amara constatazione di Pierpaolo Ballo, esponente del Pd di Adria, che torna sulla questione dell'impoverimento dei servizi sanitari ad Adria.
"Quindi -prosegue - invece di potenziare l’assistenza alla collettività, si procede sulla strada opposta, riducendo i servizi, aggiungendo disagio, perché l’ospedale non presidia più il territorio e concentra il servizio a Rovigo, obbligando i pazienti e loro famigliari a gravosi spostamenti con ulteriori difficoltà considerate le distanze e le situazioni familiari. A queste problematiche dobbiamo aggiungere le caratteristiche sfavorevoli che il nuovo reparto, realizzato al 4° piano di Rovigo, sopra al reparto di oncologia, offrirà ai suoi ricoverati".
I degenti, che attualmente ad Adria possono usufruire di locali al piano terra, in un ambiente circondato dal verde con giardino attrezzato e gazebo, beneficiando di un minimo di ristoro e l’opportunità di intrattenersi con amici e famigliari in un luogo sereno all’aria aperta, in futuro saranno costretti in stanzw chiuse, con aria maleodorante, perché nel Spdc non si possono aprire le finestre, ed è noto che un paziente con disturbi mentali frequentemente cerca uno sfogo nel fumare. Ci si chiede: perché chiudere ad Adria un reparto che presenta un buon livello sia di qualità di servizio sia di condizione per le persone malate, per ricostruirlo - con qualità inferiore - a Rovigo collocando ad Adria una nuova struttura al posto di quella trasferita? Non sarebbe molto più semplice, e meno costoso, meno disturbante realizzare il nuovo direttamente a Rovigo lasciando inalterato l’esistente di buona qualità? Eppure, si dice che si riducono i servizi con l’obbiettivo di risparmiare. Inoltre, gli spazi di un Spdc non sono certo adeguati ad ospitare una Comunità residenziale di 20 persone".
"Per cui anche il Centro Diurno dovrebbe essere chiuso e ricostruito da un’altra parte. La strada intrapresa dall’Ulss 5, con lo scopo dichiarato di un contenimento dei costi, ci riporta indietro nel tempo trascurando il fatto che si sta parlando di persone malate che necessitano di cura e non di prigioni. In definitiva, ad Adria si sta distruggendo un ottimo reparto che offre un servizio indispensabile allepersone con disturbi mentali e al territorio per sostituirlo con un 'manicomietto', quando abbiamo una struttura, anch’essa di recente costruzione, come Corte Guazzo che rimane chiusa in abbandono disperdendo un patrimonio che potrebbe essere di sostegno ai percorsi di cura nella psichiatria".
"Insistiamo ancora una volta: 'Queste persone devono essere curate con le metodologie riconosciute e approvate dall’Oms e reinserite socialmente, non rinchiuse a 45 anni come 'croniche o incurabili'. Per chiudere si rimarca che dopo l’annessione di Adria a Rovigo, non sono mai stati convocati né il Consiglio di Dipartimento né l’Assemblea del Dipartimento salute mentale, organi previsti dalle normative nazionali e regionali e, a buona ragione, in seguito ai radicali cambiamenti introdotti".
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