you reporter

CATTEDRALE

Monsignor Donà, un anno dopo

L'1 maggio l'anniversario della scomparsa di monsignor Donà, celebrata una messa dal vescovo Pavanello

Monsignor Donà, un anno dopo

Ricorreva ieri, 1° maggio, il primo anniversario della scomparsa di monsignor Antonio Donà, arciprete della Cattedrale dall’autunno 2016 al Natale 2019, quando l’aggravarsi delle condizioni fisiche lo hanno costretto a ritirarsi per meglio dedicarsi alle cure. Ma il solito male incurabile non gli ha dato scampo: aveva 74 anni. Purtroppo la situazione acuta della pandemia un anno fa, non aveva consentito di celebrare il funerale, così le esequie si sono svolte in forma strettamente privata. Monsignor Donà è stato ricordato ieri sera con una messa di suffragio alle 19 nella “sua” Cattedrale, presieduta dal vescovo Pierantonio Pavanello.

A distanza di un oltre un anno dal distacco, è rimasto intatto tra i fedeli della parrocchia e nella comunità adriese il ricordo di un uomo buono, una persona di grande umanità, uno spirito pacato e profondo. Nato a Cartura, nel Padovano, il 26 gennaio 1946, trascorre l’infanzia a San Martino di Venezze, dove ora riposa la salma, poi compie il cammino formativo per diventare prete nel seminario a Rovigo. Viene ordinato il 27 giugno 1970 nella chiesa dei Santi Francesco e Giustina da parte del vescovo Giovanni Mocellini: l’anno scorso avrebbe celebrato il giubileo sacerdotale. Subito dopo viene inviato come vicario parrocchiale a Lendinara-San Biagio. Nell’aprile 1974, dopo un periodo come animatore in seminario, spicca il volo per il Brasile, dove inizia un’esperienza missionaria come prete fidei donum. Per sette anni, fino al 1981, si trattiene in quelle terre lontane, prima a Urundi, poi a Caculè. Rientrato in diocesi nell’agosto del 1981 frequenta a Roma l’istituto Giovanni Paolo II alla Pontificia Università Lateranense, per conseguire il titolo di specializzazione con licenza su “Matrimonio e famiglia”. Il primo settembre 1983 diventa parroco a Grignano Polesine. Due anni dopo passa alla guida della parrocchia Duomo-Concattedrale di Rovigo, dove rimane per 18 anni. Nel settembre 2003 assume l’incarico di rettore del seminario e con lui si formano diverse generazioni di giovani candidati all’ordine sacro e, dal 2006, al diaconato permanente, nuova figura di servizio liturgico ed eucaristico introdotta dalla chiesa di recente.

Nell’autunno 2016 viene nominato arciprete della Cattedrale di Adria. Incarico che mantiene fino alle feste natalizie, quando la malattia lo costringe a dedicarsi alla cure. Il suo ultimo messaggio natalizio pubblicato nel bollettino parrocchiale, sapendo che la malattia lo stava consumando, è diventato in parte il suo testamento spirituale e pastorale. “Nessuno avrebbe potuto immaginarlo – aveva scritto - ma il Natale cristiano è questo: Dio si è fatto come noi! Una storia vera e verificabile, concreta e tangibile. Non una delicata leggenda, una bella tradizione, ma un fatto che appartiene al grande libro dell’umanità. Poco importa che il Vangelo non ci riporti la data precisa dell’evento. Ciò che conta è quanto accaduto: niente di più incredibile e inatteso”. E aveva concluso con le parole di Benedetto XVI: “Chi fa entrare Cristo nella propria vita, non perde nulla, nulla assolutamente, nulla di ciò che rende la vita libera, bella e grande”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0


GLI SPECIALI

speciali: TESORI un viaggio tra terra mare e lagune
speciali: TESORI tra fiumi terra e lagune

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl