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Arena Casellati, serata omicidio senza il morto

Commedia brillante per la regia di Antonio Dal Ben per riflettere su passioni e frustrazioni di oggi

Arena Casellati, serata omicidio senza il morto

14/09/2021 - 15:05

Saranno Briciole d’arte ma la rappresentazione è un vero capolavoro. Briciole d’arte è la compagnia teatrale di Canaro, la commedia è “Serata omicidio” uno spaccato della vita di questo inizio del terzo millennio tra tic e frustrazioni, tra paure e passioni, tra desiderio di una vita normale e quella normalità che spesso sfugge dalla quotidianità. Il tutto, soprattutto nell’ultimo anno mezzo, complicato, e per certi aspetti portato all’esasperazione, dalla pandemia che ha costretto tutti a restare chiusi in casa interrompendo bruscamente ogni relazione sociale. Anzi, le relazioni sociali si sono trasferite nella rete ed è proprio un messaggio su Internet a dar l’input alla vicenda. Protagoniste sul palco dell’arena Casellati cinque donne e un uomo: Linda Evangelisti nella parte di Emma, Roberta Benedetto interpreta Anna, Cristina Bellettati nel ruolo di Terry di giallo vestita perché si crede una novella Jessica Fletcher, la signora in giallo; quindi, Mila Marangoni nelle vesti di Alessandra, Angela Ferrarese nella parte di Enda, Fabrizio De Scrovi è Prester, il morto dell’omicidio. Regia di Antonio Dal Ben, con aiuto regia di Roberta Benedetto, scenografia di Mila Marangoni e Mauro Descrovi, costumi della compagnia, luci e musiche di Stefano Caranti e Sergio Scanavini.

Un omicidio di difficile soluzione, al punto da far sospettare a un suicidio nell’impossibilità di identificare mandante e movente. Una volta scoperto che il morto non è proprio defunto, cade anche la tesi dell’omicidio: le donne solo apparentemente si sentono sollevate, magari involontariamente o forse inconsciamente provano delusione nel sentirsi escluse da un fatto di cronaca che poteva accendere su di loro le attenzioni dei media. Tutte, sia pure per motivi diversi, cercavano un’esperienza forte, invece si ritrovano nella normalità: probabilmente questo è il messaggio finale dell’autore, Giuseppe Sorgi, che fotografa magistralmente la realtà odierna. Alla fine attori e regista hanno ricevuto un lungo e caloroso applauso.

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