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“Sull’autodromo restiamo uniti”

Spinello contesta l’esclusione dei consiglieri comunali e accusa Barbierato: “Doveva difenderci”

“Sull’autodromo restiamo uniti”

Sandro Gino Spinello

22/03/2022 - 09:51

La via crucis dell’autodromo segna questa mattina, 22 marzo, una tappa nel capoluogo polesano: alle 9.30 è previsto un incontro con il presidente della provincia Enrico Ferrarese che riceverà imprenditori e portatori di interesse direttamente e gravemente colpiti dalla chiusura della struttura motoristica. Hanno assicurato la loro presenza tutti i sindaci del Delta, così pure saranno presenti i gruppi politici adriesi di minoranza. Adesione all’iniziativa da parte dell’assessore regionale Cristiano Corazzari e delle due consigliere Laura Cestari e Simona Bisaglia. Tuttavia i tre rappresentanti del governo veneto non potranno essere presenti perché proprio oggi a palazzo Ferro-Fini viene illustrata e discussa la mozione sull’autodromo presentata da Cestari. Si spera in un voto unanime del consiglio regionale. Al termine dell’incontro a palazzo Celio, intorno alle 10.30, è prevista una conferenza stampa davanti alla prefettura.

In attesa di capire se si apre un meno uno spiraglio su questa spinosa questione che ha messo in ginocchio interi comparti economici dell’area del Delta e del Polesine, fanno discutere le durissime parole che il capogruppo dem Sandro Gino Spinello ha indirizzato al prefetto Clemente Di Nuzzo nel recente consiglio comunale, anche se nel mirino dell’ex sindaco c’è prima di tutto Omar Barbierato che “non sa difendere la dignità del consiglio comunale”.

Un intervento che ha sorpreso anche per il tono vista la pacatezza solitamente dimostrata da Spinello dall’alto della sua quarantennale esperienza politico amministrativa. A mandare su tutte le furie l’ex sindaco è una lettera del prefetto inviata a Barbierato il 15 marzo, proprio nel giorno un cui alla sera era previsto il civico consesso. “Come anticipatole telefonicamente - scrive Di Nuzzo - ho il piacere di ricevere insieme a lei domani alle 11.30 una delegazione di operatori economici interessati al futuro dell’autodromo di Adria. Qualora i signori consiglieri comunali intendano avere elementi conoscitivi sulla vicenda dell’autodromo, potranno prendere appuntamento con lo scrivente alla segreteria (cui segue il numero di telefono, ndr). La prego di rappresentare quanto sopra agli interessati con le modalità da lei ritenute più opportune”.

In effetti il giorno dopo, ovvero mercoledì 16 marzo, si è svolto l’incontro in prefettura, ma, da quanto si è appreso in via informale, si è presentato solo Barbierato, poi è stato contattato telefonicamente un imprenditore del settore della ricettività. Sui contenuti dell’incontro ancora non è stato reso noto nulla.

“Non siamo figli della serva - ha tuonato Spinello nell’aula Cesare Zen - sono raggelato dalle parole del prefetto, perché denotano un comportamento che mirano a dividere la città. In questo modo si assume una responsabilità pesante e con lui il sindaco che non si oppone a questo disegno. Dal prefetto ci si attende che contribuisca a mantenere l’unitarietà e l’armonia tra le forze politiche e le istituzioni, soprattutto in situazioni così delicate con gravissime conseguenze sul piano sociale ed economico. Pertanto mi aspetto che il sindaco comunichi al prefetto che a queste condizioni non parteciperà”. Invece ha partecipato.

E ancora. “Facciamo in modo di stare uniti come comunità adriese - incalza Spinello - non possiamo accettare che un funzionario del governo, per quanto autorevole, porti a dividere la città. Non forniamo alibi in questo senso a nessuno”.

Dietro la collera dell’esponente Pd non c’è solo una questione di metodo, ma di sostanza che porta a una diversa strategia sul futuro dell’autodromo. Infatti il prefetto, in sintonia con Barbierato, punta alla cessione di un ramo d’azienda che, a detta di Spinello, significa “accettare la logica dello smembramento”. Per ribadire che “l’unica soluzione per una ripresa dell’attività dell’autodromo è la gestione commissariale”. Ma la gestione commissariale è stata tolta, per insistenza di Barbierato, dal documento votato dal civico consesso, contrariamente a quanto prevalso dalla discussione di un mese prima.

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