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ADRIA

"Russi invasori, solidarietà all'Ucraina"

Le parole del prefetto Di Nuzzo alla cerimonia per la Liberazione

"Russi invasori, solidarietà all'Ucraina"

Grandi protagonisti della giornata, gli studenti

27/04/2022 - 11:33

“Dove c’è libertà, quella è anche la nostra libertà; dove c’è oppressione, quella è anche la nostra oppressione: con questo spirito esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza alle popolazioni dell’Ucraina barbaramente invase dall’esercito della Federazione russa”: è il passaggio chiave dell’intervento svolto ieri mattina dal prefetto Clemente Di Nuzzo alla festa della Liberazione promossa dall’amministrazione comunale con la partecipazione degli alunni della scuola media Marino Marin, accompagnati dagli insegnanti e da Raffaella Miotto vice preside del comprensivo AdriaUno.

La manifestazione si è svolta in piazzetta San Nicola davanti al monumento ai Caduti di tutte le guerre e delle missioni di pace alla presenza dei rappresentanti delle forze dell’ordine, corpi dello Stato, associazioni combattentistiche e d’arma, oltre al sindaco Omar Barbierato.

Inizio con l’Alzabandiera da parte del marinaio Armando Trombin mentre Maria Grazia Zabeo, docente del Buzzolla, ha intonato con la tromba l’Inno di Mameli. Il rappresentante del governo si è largamente soffermato a illustrare alcuni passi della Costituzione per quella che è stata una vera e propria lezione civica. “La Costituzione – ha affermato – è figlia della Resistenza e della Liberazione, è nata sulle montagne, sulle strade, sulle piazze e in ogni altro luogo dove un italiano è stato ucciso. Chi ha lottato nella Resistenza e per la Liberazione ci ha regalato un sogno: la Costituzione che ognuno di noi ha il dovere di realizzare nel proprio impegno quotidiano”.

E ha aggiunto citando Piero Calamandrei: “La prima offesa che possiamo fare alla Costituzione è l’indifferenza alla politica: tutti siamo chiamati all’impegno politico con spirito di servizio avendo come guida la Carta. Purtroppo è forte la tentazione di farsi sopraffare dalla disaffezione perché abbiamo visto tanti cattivi esempi. Ma dobbiamo vincere anche quelli, andare oltre”.

Sono seguite diverse testimonianze lette dai ragazzi. Particolarmente significative le parole di Emilia che hanno chiuso l’incontro: “Non possiamo fermare le guerre e la violazione dei diritti umani nelle zone più tormentate della nostra terra. Qualcosa, però, possiamo fare pure noi con un esercizio costante e consapevole nei confronti di quelli che ci sono vicini. Possiamo, per esempio, sforzarci di essere più gentili e comprensivi: forse, in questo modo, solleciteremo qualche altro a esserlo”.

Al termine prefetto e sindaco si sono calorosamente congratulati con gli alunni e i loro insegnanti.

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