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ADRIA

Mattarella ricorda gli eroi di Coimpo

Quattro vite stroncate da una tremenda tragedia sul lavoro

Mattarella ricorda gli eroi di Coimpo

La targa che ricorda il loro sacrificio

03/05/2022 - 10:10

“Ci dispiace molto per i vostri cari, cercate di andare avanti, questa non è una consolazione, ma la vicinanza dello Stato”: le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel breve faccia a faccia con Carlo Bellato nel salone delle feste del palazzo Quirinale al termine della cerimonia della Festa del lavoro, domenica scorsa 1^ Maggio, promossa dai Maestri del lavoro per la tradizionale consegna delle Stelle al merito.

Quattro sono state quelle alla memoria, ovvero per persone che hanno perso la vita sul posto di lavoro: tre sono le vittime della Coimpo: Nicolò Bellato 28 anni di Adria; Marco Berti 47 anni, di Mardimago di Rovigo; Giuseppe Baldan 47 anni di Campolongo Maggiore nel veneziano. I morti furono quattro quindi va aggiunto Paolo Valesella 48 anni di Adria, ma il fratello Bruno ha preferito non partecipare al cerimonia. La quarta Stella alla memoria è andata Eugenio Grasso di 41 anni di Isola della Scala, nel Veronese, deceduto nell’aprile 2017 lasciando la moglie Elena Picchi, una figlia di 9 anni e un figlio di 14.

Pertanto a ritirare l’onorificenza, consegnata dal ministro del lavoro Andrea Orlando sono stati Carlo Bellato, papà di Nicolò, Monica Mozzato vedova Baldan, Ivan Ferrari compagno di Katia Fornasiero vedova Berti, che non ha potuto entrare perché sprovvista del super green pass, quindi Elena Picchi vedova Grasso.

I familiari delle vittime hanno trovato posto in prima fila nella sala delle feste del Quirinale, a fianco delle più alte autorità istituzionali, a pochi passi dal presidente della Repubblica. Al termine del suo intervento Mattarella è passato a salutarli uno per uno. “Il quel momento l’emozione è stata grande - ammette Carlo – alle sue parole ho risposto con un grazie”. E aggiunge una confessione. “Durante l’intervento, quando il presidente ha parlato delle morti sul lavoro, ha rivolto lo sguardo su di noi, seduti in prima fila. In particolare quanto ha pronunciato le parole ‘L’impegno per la ripresa è, insieme, impegno per migliorare le condizioni produttive e per battere la tragedia delle morti sul lavoro’ i nostri sguardi si sono incrociati: confesso che ho sentito il sangue raggelare”.

Una cerimonia seguita in diretta Tv da Sara Mazzucato, consigliera comunale e protagonista di tante battaglie contro la Coimpo. “Rinnovo la mia vicinanza ai familiari delle vittime della Coimpo – dichiara - esprimendo piena solidarietà anche agli altri familiari che hanno subito la perdita di un caro sul posto del lavoro. Voglio essere vicina a tutti loro con un caloroso e fraterno abbraccio. Come ha detto il presidente Mattarella – sottolinea Mazzucato - la sicurezza sul lavoro è prima di tutto una questione di dignità, di rispetto della persona umana. Questa onorificenza sicuramente non lenisce una ferita che resterà insanabile, almeno dimostra la vicinanza delle Istituzioni, quelle istituzioni che spesso a livello locale abbiamo sentito lontane nelle nostre battaglie, pertanto è un forte monito per tutti a fermare questa catena di morti che purtroppo si allunga giorno dopo giorno”.

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