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ADRIA

"Accogliere i migranti, portano la vita"

Toccante testimonianza di Gian Andrea e Lorena: “Nei volti dei profughi vediamo l’Apocalisse”

"Accogliere i migranti, portano la vita"

Un momento dell'importante incontro

09/05/2022 - 10:20

“L’Apocalisse è nei volti dei migranti che arrivano dalle zone più tormentate della terra: vengono da distruzioni e sono portatori di vita”: le dure parole di Gian Andrea Franchi che insieme alla moglie Lorena Fornasir ha fondato l’associazione Linea d’ombra. Insieme operano a Trieste nell’accoglienza dei migranti, approdo della cosiddetta e famigerata “via Balcanica”.

Sabato pomeriggio sono stati ospiti al ridotto del teatro Comunale per parlare sul tema “Visionari del presente – La sfida dell’accoglienza” nell’ambito delle manifestazioni adriesi del Festival biblico.

L’incontro è stato aperto dal saluto del sindaco Omar Barbierato, mentre Monica Stefani ha introdotto i relatori sottolineando “l’importanza di riflettere sulle molteplici e a volte contraddittorie azioni che caratterizzano l’arrivo dei profughi che non sempre, anzi spesso, non è vera e propria accoglienza. Per questo è utile la testimonianza di visionari che ci aiutino a immaginare cieli nuovi e nuove terre”.

Da parte sua Roberta Rocelli, una delle organizzatrici del Festival, si è detta “ben felice di essere per la prima volta ad Adria, città bella e accogliente”. Quindi ha ricordato che “il Festival non è una manifestazione religiosa fine a se stessa, ma una serie di agorà laiche per riflettere sulle Sacre Scritture e ricevere una guida per capire, interpretare e agire nelle sfide del mondo d’oggi”.

Il filo conduttore della manifestazione giunta alla 18.ma edizione è l’Apocalisse di San Giovanni, un libro a tratti di difficile lettura e interpretazione. Anche se nel corso dei secoli Apocalisse è diventato sinonimo di distruzione, in realtà il significato del termine di origine greca è: rivelazione. Allora San Giovanni vuole dire che ogni Apocalisse presuppone una rivelazione di Dio agli uomini di cose nascoste e conosciute solo da lui. Quella “rilevazione” che Gian Andrea e Lorena cercano di leggere ogni giorno negli occhi disperati ma carichi di speranza di quei migranti che miracolosamente approdano a Trieste".

”Miracolosamente – ha incalzato Franchi – perché quel mare della Croazia dove i turisti del Nord Europa vanno a fare il bagno è un cimitero, quei boschi tanto ammirati tra Slovenia e Bosnia altro non sono che l’inferno per quanti disperatamente cercano di approdare in Europa. Un inferno fatto di violenze di ogni tipo insieme a tante croci”. E, tra i tanti drammatici eventi, ha ricordato la tragedia di una giovane famiglia, in fuga dagli spari dell’esercito croato. Nell’attraversamento di un torrente non profondo ma con l’acqua gelida e molto veloce hanno perso una figlioletta in giovanissima età. “Allora per chi arriva da noi – ha ricordato Lorena – c’è il carrettino verde, il colore della speranza, con tutto il necessario per la prima accoglienza, anche qualche giocattolo per i più piccoli”.

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