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ADRIA

“Salute mentale: stanno smantellando il servizio”

L'allarme lanciato al convegno del Partito Democratico

“Salute mentale: stanno smantellando il servizio”

11/05/2022 - 09:19

“Stanno smantellando il servizio della salute mentale ad Adria”: è l’allarme lanciato dal convegno organizzato dal circolo adriese del Partito democratico e che ha visto un’attenta partecipazione di cittadini e operatori di tutto il Basso Polesine.

Presente lo staff provinciale del partito, dal segretario Angelo Zanellato a Diego Crivellari, così pure il sindaco Omar Barbierato che ha portato un saluto.

“Abbiamo segnalato le carenze e le riduzioni dei servizi che già da tempo andiamo denunciando in tutte le sedi, quindi le sofferenze di chi ne ha bisogno e delle famiglie”, si legge in una nota dem al termine dell’incontro.

“E’ stata fatta un'analisi e una panoramica sulle criticità e sull'aspetto della cura della salute dei cittadini - prosegue la nota - cominciata con i saluti della responsabile del gruppo sanità Giovanna Bedeschi, seguita dalla dettagliata relazione di Ferruccio Donà, presidente AitSam, che ha fatto un preciso excursus della situazione nella vecchia Ulss 19 fino alla gestione con l'attuale dirigenza”.

Secondo Donà si è assistito “a un depauperamento delle potenzialità e della gestione della cura dei pazienti e dei servizi offerti arrivando ad una gestione che non guarda al futuro ma ricorda il passato, il triste passato contrario all'interesse del paziente, quindi ai tempi pre legge Basaglia”.

Da parte sua Anna Maria Bigon, consigliere regionale dem, ha ricordato che “le tante informazioni e dati sulla salute mentale non si devono tradurre nel pensiero comune riferito solo alla malattia conclamata e diagnosticata ma a disagi apparentemente meno gravi ma che affliggono le nuove generazioni”.

Per poi aggiungere: “E’ qualcosa che colpisce tutti: disagi e disturbi legati alla pandemia con i lunghi lockdown che nelle giovani generazioni stanno avendo effetti molto preoccupanti”. Interessante anche l'analisi dei dati fatta da Anna Maria Bigon tra i servizi forniti dalle diverse Ulss regionali e quelli forniti dall’azienda sanitaria polesana che “vedono il veneto ai livelli minimi nazionali”. Pertanto “servono investimenti per potenziare questo delicato aspetto della salute e noi come Partito democratico continueremo nel nostro lavoro di denuncia di ciò che non va, promuovendo incontri per discutere e dialogare su tutto questo e facendo proposte”.

Il problema del centro di salute mentale investe, più in generale, il futuro stesso dell’ospedale adriese. “Chiediamo alla stessa direzione dell’Asl polesana - rilancia il capogruppo dem Sandro Gino Spinello - di concretizzare compiutamente il ruolo definito per Adria e per l'intero Distretto 2 (ex Ulss 19, ndr) contenuto nell'atto aziendale: finora questo è avvenuto solo in minima parte e in certe situazioni è stato completamente disatteso. L'ospedale di Adria - incalza l’ex sindaco - deve avere il ruolo che gli compete nella rete ospedaliera veneta e nella sanità del territorio. Abbiamo bisogno di riscrivere un nuovo patto tra istituzioni e cittadini. Per avere un futuro – conclude Spinello - il nostro ospedale deve vedere il concorso di tutti: chi decide, chi deve controllare, chi lo deve far funzionare ma soprattutto dei cittadini utenti che devono essere messi nelle condizioni di frequentarlo con le assiduità di un tempo”.

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