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ADRIA

"Gli immigrati ci arricchiscono: accogliere sempre"

Gran finale con il concerto in omaggio ai Beatles: con le loro canzoni hanno sconvolto il mondo

Ecco i visionari dell’accoglienza

Un momento della importante manifestazione

12/05/2022 - 08:40

Soddisfazione a Palazzo Tassoni per il buon esito del Festival biblico che per tre giorni ha fatto tappa in città. Il filo conduttore degli incontri è stata l’immigrazione, soprattutto sul versante dell’accoglienza. “I relatori - si legge in una nota di Palazzo Tassoni - hanno presentato un quadro completo dei problemi legati alle migrazioni e a tutti gli interventi necessari per realizzare una vera accoglienza, che consideri le persone non solo esseri umani di pari dignità, ma anche portatori di culture e di valori che possono arricchire la nostra società”.

Particolarmente approfondito è stato il tema della “cura” e della cittadinanza “come paradigma di attenzione alle persone, ma anche come salvaguardia dell’ambiente, messo a rischio da politiche e comportamenti irresponsabili che mirano solo al profitto. Pandemia, guerre, migrazioni, cambiamenti climatici e nuove povertà, stanno cambiando il profilo del mondo così come l’abbiamo conosciuto sinora e impongono di riflettere su come reinventarlo secondo criteri di umanità, rispetto e condivisione”.

Profonda poi e a tratti inquietante la meditazione su “Apocalisse: visione e speranza. E tergerà ogni lacrima dai loro occhi” svoltasi domenica con Gianni Tognoni, segretario generale del Tribunale per i diritti dei Popoli e letture a cura di Nicolò Paganin. “Inquietante – prosegue la nota - perché Tognoni ha tracciato un quadro realistico delle tante guerre, sessanta attualmente, che insanguinano il pianeta, colpendo sempre le popolazioni più povere a vantaggio di pochi privilegiati, ricchi e potenti”.

Il relatore si è soffermato non solo sull’attuale guerra in Ucraina, ma anche sull’attività di indagine che il Tribunale dei popoli sta svolgendo in Siria, dove il conflitto ha causato più esiliati che in Ucraina. Un’altra riflessione ha riguardato il Brasile, dove “il regime di Bolsonaro, oltre ad aver generato un gran numero di morti per la pandemia non combattuta in modo adeguato, sta provocando danni irreparabili all’ambiente e alle popolazioni indigene”.

La tre giorni si è conclusa con il concerto in onore dei Beatles e della loro rivoluzione visionaria: i ragazzi di Liverpool, con le loro canzoni, hanno veramente sconvolto il mondo.

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