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ADRIA

In consiglio scontro tra pro Ucraina e pro Putin

Sarà una assemblea decisamente "rovente"

In consiglio scontro tra pro Ucraina  e pro Putin

Una seduta del consiglio comunale di Adria

Esclamazione di Spinello: “Per fortuna Barbierato c’è”. Domani sera si discuterà ancora del conflitto

La drammatica escalation della guerra in Ucraina terrà banco nel consiglio comunale di domani sera. Ben due gli ordini del giorno sull’argomento: uno di Giorgia Furlanetto che esprime una posizione decisamente filorussa, l’altro di Sandro Gino Spinello per dichiarare ferma condanna dell’invasione russa ai danni di un Paese libero e indipendente e nello stesso tempo per ribadire il rispetto degli impegni internazionali che l’Italia si è assunta.

La discussione di domani sera diventerà, in qualche modo, il secondo tempo di una partita iniziata nel civico consesso del 29 aprile e che ha fatto registrare un clamoroso colpo di scena: il sindaco Omar Barbierato ha pubblicamente sconfessato la propria maggioranza civica. Al punto che Spinello è arrivato a dire: “Per fortuna che Barbierato c’è”. Quanto accaduto se da un lato è uno smacco per la propria maggioranza, basta guardare i volti infastiditi dei consiglieri civici, dall’altro è un severa bocciatura di Federico Paralovo che riveste anche l’incarico di coordinatore politico del movimento civico, la cui presenza è risultata politicamente irrilevante.

La maggioranza civica con i capigruppo Sara Mazzucato ed Enrico Bonato presenta una mozione contro gli armamenti. Furlanetto e Spinello (assente tutto il resto della minoranza) concordano su un aspetto: il documento è un po’ vago e può prestarsi a diverse e contrastanti interpretazioni. Così presentano ciascuno un proprio emendamento, ma per esprimere posizioni diametralmente opposte: Furlanetto per condannare gli impegni dell’Italia con la Nato per le spese in armamenti, Spinello per chiedere una chiara condanna dell’invasione russa all’Ucraina. La maggioranza civica chiede una pausa di riflessione, ma prima dell’interruzione Bonato fa notare che il documento non si riferisce espressamente alla guerra in atto in Ucraina.

Al rientro in aula i civici ripresentano lo stesso documento ma, alla luce di quanto dichiarato da Bonato, Furlanetto dichiara di votarlo. Spinello era intenzionato ad abbandonare, invece annuncia il proprio voto contrario affinché il documento non venga approvato all’unanimità. E’ a questo punto che interviene Barbierato, sia pure per “benevola” concessione del presidente Francesco Bisco (si è in dichiarazione di voto e non sono ammessi altri interventi).

Il sindaco suggerisce di inserire nel documento dei civici un passaggio di condanna dell’invasione russa dell’Ucraina, estrapolando alcune frasi tratte dall’emendamento proposto da Spinello. Evidente l’imbarazzo dei consiglieri civici colti di sorpresa, ma decidono ugualmente di seguire l’indicazione del sindaco e, obtorto collo, votano il documento, così pure Spinello. Invece Furlanetto vota contro.

“Per fortuna che Barbierato c'è - esclama Spinello - Questo è quello che ho pensato quando ha stoppato in extremis l’approvazione di un documento contro l’aumento delle spese militari proposto dai suoi stessi consiglieri e sostenuto dalla Furlanetto. Ho chiesto che nel documento fosse introdotta la ferma condanna della Russia di Putin per l’attacco militare e l’invasione della Ucraina, la presa d'atto che l'Italia è nella Comunità europea e nel Patto Atlantico, oltre alla pericolosa escalation nei rapporti tra gli Stati collegata al conflitto russo-ucraino. Queste mie proposte non sono state accettate".

"Si era già arrivati alle dichiarazioni di voto quando il sindaco ha imposto alla propria maggioranza l’accettazione di alcuni emendamenti estrapolandoli dal mio documento. Una decisione che nella pratica porta all’accettazione di quanto ho proposto. In molti volti dei consiglieri civici ho visto un evidente disappunto. Adesso si tratta di capire se è stato un ‘terribile’ infortunio, oppure una meditata adesione dei consiglieri della coalizione civica alle posizioni più filorusse presenti in certi settori del radicalismo politico italiano”. Una prima risposta si avrà domani sera.

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