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Le api di Ilaria danno vita alle "Olimpiapi"

La “Bee economy” si fa sempre più spazio nel territorio polesano

Le api di Ilaria danno vita alle "Olimpiapi"

Ilaria Turri di Adria con le sue api

L’apicoltura sta catturando sempre più l’interesse dei polesani. Sono molti gli hobbisti che nel tempo hanno trasformato la loro passione in un vero lavoro e tanti gli agricoltori hanno esteso le loro attività comprendendo l’importanza di avere arnie. Spesso il magico mondo delle api non è solo legato all’attività in senso stretto: infatti, è molto diffuso il termine “bee economy” perché l’apicoltura ha sempre più appeal e permette di produrre reddito per chi si dedica poi alla vendita dei prodotti dell’alveare. Non solo miele, ma anche propoli, pappa reale, miele con frutta secca e molto altro.

“Dal punto di vista biologico, le api contribuiscono all’impollinazione e dunque le loro difficoltà rappresentano un serio pericolo per la biodiversità.  Inoltre, rappresenta un’attività fondamentale anche per la conservazione del patrimonio vegetale spontaneo”.

Le meraviglie made in Italy della “bee economy” si estendono oltre l’alimentazione. Infatti, tra i soci Coldiretti ci sono tantissime aziende che propongono iniziative ludico-ricreative o didattiche a tema legate a questo animale tramite le fattorie didattiche, il turismo rurale e gli agriturismi. Tra i casi particolari c’è Ilaria Turri, di Adria, che lo scorso anno ha ideato due grandi eventi legati alle api: le Olimpiapi, una giornata di giochi a tema e il Flower bomb challenge durante il quale ha permesso ai bambini di lanciare bombe di semi di fiori che si sono trasformate dopo qualche mese in piante mellifere che hanno contribuito all’alimentazione e alla sopravvivenza delle api, ma anche a numerosi altri laboratori con i bambini.

Nella famiglia Balestro di Castelguglielmo, il figlio Nicolò è l’apicoltore e la figlia Giada si è laureata in scienze gastronomiche con una tesi intitolata “Pratiche di apicoltura nelle zone dell’alto e basso Polesine”. La ricerca e lo studio hanno portato a un’analisi swot del settore tramite numerose interviste, ha permesso di conoscere più a fondo il fermento dell’apicoltura in questa provincia e migliorare l’attività dell’azienda di famiglia.

Ad entrare nell’azienda di Silvia Bertazzo, di Adria, invece è stata la tecnologia. Nel 2019 l’apicoltrice aveva prodotto un’app, con l’aiuto di un laureando in informatica, per il controllo di alcuni parametri tramite appositi sensori, utili soprattutto per chi fa nomadismo e aveva vinto la fase regionale del premio Oscar Green nella categoria Impresa 4.0. L’app “lowbudget” permette il monitoraggio delle arnie a distanza rendendolo più sostenibile sia per l’apicoltore che per l’ambiente.

Infine, c’è Alessio Marangon, di Porto Tolle, che dopo aver superato il centinaio di arnie, si è fatto costruire un apiario viaggiatore: si tratta di una casetta completamente in legno dove ci si può sedere all’interno e tramite un vetro partecipare a lezioni tematiche e didattiche, oltre ad annusare e ascoltare il lavoro delle api tramite griglie collegate alle arnie. L’intenzione è quella di trasportare l’apiario in varie location per produrre miele di vario tipo e per poter raggiungere più turisti possibili.

“Oltre a queste iniziative che ci permettono di capire quanto sia in crescita e in fermento il settore - commenta il presidente Carlo Salvan - ci sono decine di apicoltori che ogni anno si impegnano sia per la produzione di miele, ma soprattutto salvaguardano le api. Lo scorso anno con la terribile gelata di aprile siamo rimasti tutti con il fiato sospeso oltre che senza fiori e frutta, pure nel 2019 con un maggio estremamente piovoso la produzione ha visto un forte calo. Anche per le api il cambiamento climatico è un grosso problema. L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli - conclude Salvan - si tratta di una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla climatologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio oltre che a prendersi cura delle api, indispensabili per pensare al futuro”.

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