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ADRIA

"Un milione di euro per una ciclabile inquinata? Impensabile"

Percorso alternativo a sud della ferrovia da via don Sturzo, Risorgimento e innesto su via Canaletti

"Un milione di euro per una ciclabile inquinata? Impensabile"

Il Pd di Adria prende posizione contro il progetto

Percorso alternativo a sud della ferrovia da via don Sturzo, Risorgimento e innesto su via Canaletti

“Quella ciclabile non s’ha da fare” è il messaggio che arriva da vicolo Che Guevara dove nei giorni scorsi si è riunito il gruppo di lavoro dem che si occupa di infrastrutture. Attorno al tavolo Gessica Ferrari, Nerino Chiereghin, Antonio Franzoso, Fabio Maccagno e Giorgio Zanellato. Quest’ultimo, già nei giorni scorsi, aveva esternato forti riserve sul progetto che l’amministrazione comunale intende portare sia per quanto riguarda il percorso, ancora non chiaramente definito, sia per l’ingente spesa di quasi un milione di euro, di cui 650mila presi dalla casse comunali.

“Il Pd - si legge in una nota dem - da sempre promuove la realizzazione di piste ciclo-pedonali e di vie di comunicazione sviluppate in modo da favorire l'aumento della qualità ambientale e della vita nei centri cittadini e circostanti”.

Entrando nel merito della questione viene rilevato che “l’idea civica della ciclabile Valliera-Adria accostata alle rotaie e ad una strada a traffico veloce intenso va rivalutata alla luce delle numerose criticità che essa presenta così com'è stata congegnata. Il tracciato scelto è lontano dalla logica che sottende alla promozione delle ciclovie, che le inquadra in percorsi alternativi e separati dalle strade urbane e con finalità turistico-naturalistica, opere non isolate, ma inserite all'interno di un'idea sistemica di ‘mobilità dolce’. Le direttive ministeriali impongono che le nuove forme di mobilità debbano enfatizzare sempre il concetto di sostenibilità, sottolineandone la dimensione ecologica. Invece l’idea civica prevede una striscia di cemento ed asfalto parallela alla Sr443 e poi alla tratta ferroviaria Rovigo-Chioggia, con inevitabile esposizione ad inquinamento acustico e atmosferico”.

Alla luce di tutto ciò il Pd esprime “forti dubbi sulla sua sicurezza laddove è previsto il doppio attraversamento semaforico a chiamata e all'incrocio con il passaggio a livello, quando lo scopo dovrebbe essere proprio quello di tutelare pedoni e ciclisti, separandoli, dal traffico veloce, per cui ancor meno si capisce perché essa si interrompa all'altezza del passaggio a livello e non prosegua fino al centro città”.

A questo punto il Pd lancia una propria proposta. “Il nostro tracciato ciclopedonale per il collegamento della frazione di Valliera con il capoluogo si estende per un totale di 3,10 chilometri partendo dalla località di Valliera fino ad arrivare a via Malfatti, coinvolgendo i seguenti tratti: inizio della ciclabile da via don Luigi Sturzo a Valliera; tratto di circa 1 chilometri lato sud della ferrovia, quindi collegamento a viale Risorgimento dove si trova l’ecocentro; altro tratto di circa 510 metri di collegamento di viale Risorgimento con inizio di via Canaletti; estensione su tutta la via Canaletti per una distanza di 1,50 chilometri, fino ad incrociare via Malfatti termine della pista ciclabile”.

“Questa soluzione è ottimale – secondo i dem - a dispetto del progetto di fattibilità proposto dall'amministrazione civica in considerazione dell'ottimo impatto ambientale, in quanto il percorso sfrutta prevalentemente la zona rurale, il percorso si posiziona lontano dal traffico pesante della Sr443, quindi con minori percentuali di polveri sottili. Infine per la spesa contenuta in quanto si prevede un basso numero di espropri rispetto al percorso prodotto dallo studio di fattibilità”.

La nota dem si conclude rilevando che “tale tracciato a nostro avviso ha tutti i crismi per essere un’ottima scelta strategica di riqualificazione urbana e ambientale, in linea con le direttive del Ministero delle infrastrutture e mobilità sostenibili e per impiegare al meglio i fondi provenienti dal Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza, rimanendo tuttavia aperti al confronto ed al dialogo”. In attesa anche di capire che cosa ne pensa la comunità di Valliera, visto che al momento l’amministrazione civica non ha ancora pensato al coinvolgimento della cittadinanza.

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