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TRECENTA

Addio all’amato poeta e scrittore Cesare Stella

L’ex assessore alla cultura ed insegnante è deceduto dopo un malore a Feltre

Addio all’amato poeta e scrittore Cesare Stella

E’ un giorno particolarmente triste per la comunità trecentana e non solo, che nella serata di domenica ha appreso della triste e prematura scomparsa di una persona molto conosciuta e stimata non solo nel territorio polesano.

Una morte improvvisa avvenuta a Feltre, dove Cesare Stella, in compagnia della moglie, era andato a trovare il figlio. Dopo essersi sentito male, i familiari hanno immediatamente allertato il suem dell’Ulss di Feltre che, giunto sul posto, ha tentato di rianimarlo, in un primo momento con successo, per poi doversi arrendere ad un tragico destino.Stella, che il prossimo 30 luglio avrebbe compiuto 67 anni, era uno stimato scrittore e poeta trecentano. Ex assessore alla cultura, insegnante ed educatore scolastico, ha scritto e pubblicato molti libri di poesia, narrativa e prosa con importanti case editrici italiane.

Tutte le sue opere sono inserite nella Opac autori e scrittori della Regione Veneto. Autore di testi per il teatro e dalla sua produzione sono stati adattati spettacoli teatrali. Ha curato inoltre la presentazioni di innumerevoli mostre d’arte, seguendo personalmente la presentazioni e gli allestimenti.Ha collaborato anche con enti e istituzioni culturali per la presentazione di incontri con noti scrittori e giornalisti delle più famose case editrici nazionali. Stella, dal 2002 al 2007 era stato eletto nel consiglio comunale trecentano e, in seguito, nominato assessore alla cultura.

E’ Marco Monesi, fotografo, artista e soprattutto grande amico di Stella a ricordare lo scomparso con alcune righe a lui dedicate. “Cesare era l’amico disponibile in ogni momento, l’amico che attraverso la sua arte, quella di scrivere, sapeva colpire dritto al cuore. Sapeva aprire le porte dell’anima - scrive Monesi - toccando i nostri più profondi sentimenti, quelli più nascosti e che ognuno di noi cela in fondo a qualche cassetto chiuso. La sua sensibilità di artista lo ha portato ad attraversare nella sua vita grandi tormenti e grandi soddisfazioni, alternando lacrime a sorrisi, momenti di felicità estrema e momenti di infinita tristezza, ma ciò non gli ha mai impedito di essere presente con la sua arte, fatta di pensieri e parole che hanno saputo rappresentare tutta la sua forza e la sua disperazione. Ha sempre scritto di poesia, di prosa, di narrativa, usando la sua penna a volte come spada e a volte come scudo. Ricordo quando parlavamo di arte e la sua grande cultura spaziava dalla letteratura alla poesia, dalla pittura alla scultura alla musica ma sempre con semplicità, in un approccio che solo lui sapeva avere con chiunque, un approccio che lo contraddistingueva e lo rendeva unico, irripetibile, umile e mai presuntuoso. Voglio chiudere questo piccolo pensiero con una frase che lui aveva scritto in fondo ad un suo libro e che dice così: ‘Un ringraziamento speciale a chi mi vuole bene. Lo so, qualche volta può diventare un’impresa difficile’”.

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