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Ficarolo

Storione, un mito da sagra

C’è tanta tradizione nella festa che celebra il famoso pesce del Po. Un tempo ogni pescatore aveva la sua “mano” ovvero il suo tratto di fiume.

E’ terminata domenica 22 luglio la dodicesima edizione della Sagra dello storione di Ficarolo. Anche quest’anno, nonostante il maltempo abbia provato in tutti i modi a metter il bastone tra le ruote agli organizzatori della festa, si è confermato un grande successo di pubblico durante tutte le serate in programma.

Organizzata dalla Polisportiva Ficarolese, la sagra è stata ideata qualche anno fa, per cercare di riportare in auge, grazie alla cucina, uno dei simboli della tradizione locale: lo storione. Per il piccolo comune di Ficarolo, lo storione è stato per molti anni una delle fonti di guadagno principali; sia per i molti pescatori che per i commercianti. I primi si dividevano in due categorie: quelli che possedevano reti e battello e quelli che avevano solo le reti e il battello lo prendevano in prestito. Ognuno di loro aveva la propria “mano”; cioè un preciso tratto di fiume e un periodo durante il quale gettare e recuperare le reti, sperando nella cattura di un grosso pesce. “Capoccia grossa!” urlavano i pescatori sull’argine del grande Fiume, per avvisare i commercianti della cattura di un pesce dalle dimensioni importanti.

Il Cobice, il Ladano e la Colombina erano le tre specie che si potevano catturare. I commercianti arrivavano di corsa, quasi sempre in sella alla loro bicicletta e sul posto, dopo averlo misurato e pesato, iniziavano a contrattare il pescato che andava poi venduto nei ristoranti della zona o spedito con il treno in località non sempre vicine. Poteva poi capitare, in certi particolari periodi, che durante la “cura” del pesce, si facesse la scoperta nella sua pancia, della presenza dell’oro nero del Po: il caviale.

La pesca dello storione nel Po, era molta diffusa nell’intero Alto Polesine, ma Ficarolo ne rappresentava senza ombra di dubbio il maggiore mercato e proprio qui, fino agli anni ’60 circa, si concentrava la commercializzazione di questo pregiato pesce. Sin dalla sua prima e riuscita edizione, la sagra si svolge per parecchie giornate, nella suggestiva cornice del parco di Villa Giglioli, dove gli avventori possono gustare tante prelibatezze a base di storione.

La manifestazione gastronomica è diventata in poco tempo un importante appuntamento estivo, inserita anche nel circuito di “Sagre e dintorni” del Mysen di Ferrara. Nel fornito stand montato nel “campìn d’il bestie”, è stato possibile gustare primi e secondi piatti a base di storione e non solo; bigoli al torchio con ragù di carne, ragù di storione, amatriciana, ravioli allo storione, spaghetti allo scoglio, storione al forno con patate, storione in umido con polenta, grigliata di carne con polenta, somarino con polenta, fritto misto di pesce di mare e fritto di pesce gatto.

Tutto servito con contorni di patate fritte, insalata mista, fagioli in umido, buon vino, vari dessert e tante altre specialità. “Siamo molto contenti per come è andata la sagra quest’anno – afferma Fabio Garbellini, presidente della Ficarolese – abbiamo ottenuto complimenti per la qualità dei cibi e questo non può che farci un enorme piacere”.

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