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Castelmassa

Il Munari celebra la Notte bianca

Il Liceo artistico di Castelmassa con l'alberghiero di Trecenta tra le opere di Difilippo e l'enogastronomia

Il Munari celebra la Notte bianca

Il liceo artistico "Bruno Munari" di Castelmassa ha vissuto la sua prima Notte bianca, accogliendo i visitatori in un’aura di poesia, forme, colori. Ha aperto la serata l’inaugurazione della personale del maestro Domenico Difilippo, artista di fama internazionale, che ha risposto all’invito della dirigente Maria Elisabetta Soffritti ed ha esposto le proprie opere: angeli, menhir, icone e pagine di un racconto intimo, ritornando ad un territorio conosciuto e ad una scuola che gli ha dato i natali artistici insieme all’istituto Venturi di Modena.

A seguire, la Notte bianca si è animata grazie agli interventi preparati dai ragazzi del liceo nel corso delle settimane precedenti. Nel corridoio, al piano terra, tra teche illuminate e artistiche sedie, si è svolta l’attività di face painting “Anima d’arte”. Si è svolta invece nel laboratorio di architettura e ambiente un’esperienza unica di musica e pittura, grazie anche al contributo esterno di un quintetto di archi sul tema dei “Sette vizi capitali”, i brani hanno accompagnato e si sono intrecciati con la stesura pittorica di un paesaggio che ha fatto da sfondo al body painting fiorito sulle spalle di una studentessa; quest’ultima ha completato la performance con armoniose figure di ginnastica artistica. 

Poi, al piano superiore del liceo, gli studenti del corso serale hanno condotto i visitatori in una sorta di atelier di fine ’800: una modella, circondata dai disegnatori, è stata ritratta con maestria tra drappeggi e morbide curve; in seguito, l’insegnante del corso ha invitato ogni ospite a lasciare la propria impronta in uno stampo di argilla, ricavandone poi un calco in gesso, il tutto accompagnato dall’abile montaggio di un videoclip intitolato “Il velo di Maya”. Musica, recitazione e doti da video editor si sono intrecciate per dar forma al più difficile arcano filosofico che strugge l’uomo: nulla è ciò che sembra.

Al piano inferiore, infine, una docente di design della moda ha coordinato gli studenti del corso serale nella creazione di un abito ecologico totalmente composto da fiori e foglie, mostrando le potenzialità di materiali alternativi. A rendere ancora più accattivante la serata sono stati i ragazzi dell’Ipsaa di Trecenta che, con il loro raffinato banchetto, hanno incantato le papille gustative degli ospiti.

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