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Canda

Emozioni per il “brusavecia” lungo il Canalbianco

Il falò della “vecia” e gli auspici della cenere grazie alla Pro loco e all'Avis

Si è svolto nel pomeriggio di lunedì scorso, in via Scardovara a Canda, lungo il Canalbianco, il tradizionale falò del Brusavecia. Organizzato dalla Pro loco e dalla locale sezione dell’Avis, l’evento ha intrattenuto la cittadinanza in allegria con vin brûlé, cioccolata calda, pinza onta e per i bambini la calza. Poi la befana è stata bruciata creando in tutti i presenti quel senso antico secondo cui si brucia il vecchio e si attende il nuovo con la speranza che porti cose buone.

Magnifiche queste tradizioni popolari che sono un inno alla speranza e rispondono al desiderio di fare strada al tempo nuovo; è anche molto positivo che le associazioni si spendano per promuoverne il passaggio alle nuove generazioni. Brusavecia è soprattutto il tentativo di interpretare il futuro a seconda del vento e della direzione che prendono le faville, è dare significato alle incursioni delle befane che tentano di salvare la vittima del falò, forse l’eterna lotta, tra bene e male, tra il vecchio e il nuovo, forse, un tentativo di captare la benevolenza per avere doni in futuro e chissà cos’altro. Brusavecia è narrare una tradizione che getta le sue radici nella superstizione e nel contatto con un mondo magico abitato da entità sovrumane: riproporre anche questo significherebbe riempire di contenuti una tradizione che viceversa rischia di essere vissuta solo come puro folclore.

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