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CORONAVIRUS

Tamponi sbagliati, i pazienti di Trecenta non sono positivi

Clamoroso colpo di scena, commessi errori nella processazione "in proprio" dei tamponi

L'ospedale San Luca di Trecenta chiede 184 posti letto

L'ospedale San Luca di Trecenta

E' stato un falso positivo: i sette pazienti di Trecenta non sono positivi, in realtà. E' stato un errore - clamoroso - commesso verosimilmente, come ha spiegato l'Ulss 5, nel corso della processazione dei tamponi. Lo ha annunciato il direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella, nel corso del bollettino di giovedì 26 marzo. I tamponi sono stati rifatti in ben due laboratori, non più in quello realizzato a Trecenta, e per due volte sono risultati del tutto negativi. Rientra, quindi, l'allarme, scoppiato nella giornata di mercoledì 25 marzo (LEGGI ARTICOLO).

Ora, si attendono notizie dei due medici e dei due infermieri, che pure erano risultati positivi. Per un solo medico è già arrivato il responso, purtroppo positivo. Per altri tre si attende. A questo punto, quindi, si riprende lo spostamento dei pazienti verso altre strutture, per tenere a Trecenta unicamente i degenti Covid. Tutti i tamponi realizzati sui pazienti, risultano, infatti, negativi, così che si può dare il via libera allo smistamento verso gli ospedali di Adria e Rovigo, così come verso le case di cura di Santa Maria Maddalena o di Rovigo e verso altre strutture similari.

Negativo anche il personale dei reparti di Riabilitazione e Lungodegenza, interessati dal primo allarme contagio, fatta eccezione per i tre dei quali si attende ancora il responso, come detto, e dell'uno già confermato positivo. L'impressionante allarme che si era generato nella giornata di mercoledì, sulla base dei dati diffusi dall'Ulss 5, risulta quindi, per quanto concerne almeno i pazienti dell'ospedale San Luca di Trecenta, un clamoroso equivoco, dovuto a un gigantesco "falso positivo", probabilmente collegato a qualche errore nella processione, non nella esecuzione dei tamponi.

Senza dubbio, sarà necessario capire cosa sia accaduto e come sia potuto accadere, vista anche la rilevanza che si era data alla attivazione del laboratorio di Trecenta proprio per potere processare in proprio i tamponi. Purtroppo, il primo giorno di attività ha portato a un risultato clamoroso, ma in negativo. Detto questo, fortunatamente il risultato, dopo 24 ore di paura, è una notizia in fin dei conti positiva.

Per una buona notizia, quellA del cessato allarme su Trecenta, una invece estremamente negativa: il contagio in atto all'ospedale di Rovigo, nel reparto di Urologia e, in particolare, nell'area di chirurgia generale, non solo è confermato, ma si è anche allargato (LEGGI ARTICOLO).

La notizia di un paziente positivo nell'area di Urologia - Chirurgia generale - Chirurgia, in particolare nel reparto di Urologia, dell'ospedale di Rovigo era già arrivata nella giornata di mercoledì 25 marzo. Immediatamente, l'azienda Ulss si era attivata con i tamponi al personale dell'area, coprendo tutti i dipendenti.

Allo stesso modo, erano stati "tamponati" i pazienti: sono così emerse otto positività. Zero in chirurgia generale, unA in chirurgia vascolare, sette in urologia. Positivi, in tutto, anche due dipendenti. A questo punto, tutta l'area chirurgica rimane chiusa sino a lunedì. I reparti, cioè, restano operativi, ma non si eseguono interventi e non entrano nuovi pazienti. Per urgenze importanti dalla chirurgia vascolare saranno trattate a Rovigo con una equipe selezionata per essere certi della negatività di tutti i componenti

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commenti 1
  • monemax

    27 Marzo 2020 - 07:07

    Buongiorno, mi chiedevo se, come molto publiccizzato, si sta procedendo realmente con i tamponi per tutti i dipendenti delle varie strutture della Ulss delle varie sedi di Rovigo e Adria.

    Rispondi

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