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STELLE POLESANE

Italo Bonatti il campione massese dimenticato

Definito il più grande calciatore polesano, morì a soli 34 anni

"Quando si potrà, tutto il calcio Uisp in campo per beneficenza"

Il giornalista sportivo Sergio Sottovia ha giudicato Italo Bonatti (Castelmassa2 ottobre 1943; Bonferraro di Sorgà 2 maggio 1977), centrocampista noto come la freccia di Castelmassa, "uno dei più importanti calciatori polesani", immaturamente scomparso ed oggi quasi dimenticato.

Fisico esile, vanta 55 presenze in Serie A (2 gol) e 125 in B (17). Per le doti tecniche, "avrebbe potuto avere una carriera più luminosa ma la fragilità fisica e i conseguenti infortuni gli hanno tarpato le ali". Comunque il più grande atleta massese d'ogni tempo!

Si rivelò presto nel Dextrosport, club del paese natale, questo in Prima Categoria nel 60-61. Il manager Iro Di Brino, trapiantato a Castelmassa (sarà al Verona con Liedholm, poi al Vicenza del patron Giussy Farina) lo porta all'Hellas Verona in B dove esordisce il 2 giugno 1963 (1-0 sul Como), ma non è titolare fisso.

Nel 66/67 il Verona rischia di retrocedere tanto che il presidente Garonzi esonera mister Tognon e lo sostituisce con lo svedese Liedholm, che valorizza subito Italo Bonatti, detto Italetto per la piccola statura. Titolare fisso finalmente, dà un contributo fondamentale alla salvezza. Nel 67-68 il Verona, rinforzato da Mascetti, Maddé e Bui, torna in A e il massese Bonatti la fa da protagonista.

Mister Liedholm, grande estimatore del giocatore  massese, abbandona la città scaligera, lasciando il posto al collega Cadé che non apprezza come dovrebbe le doti migliori del campione altopolesano ("tiro, palleggio, velocità"), tanto che la freccia di Castelmassa viene venduto in B al Varese del suo pigmalione Niels Liedholm. Stagione subalpina trionfale quella del 69/70 per Italo Bonatti, "ritornato trascinatore a fare assist decisivi per Roberto Bettega": ritorno in A!

L'anno dopo Bonatti parte ancora titolare ma improvvisi e lunghi guai fisici lo obbligano a giocare solo 7 match. Il Varese retrocede, ultimo con 12 punti, Nel 72/73 ancora con il Varese di mister Maroso a fianco di Gentile e Calloni ma la fragilità fisica gli rovina prematuramente la carriera. Trentenne scende nelle categorie semiprofessioniste, tra cui Monselice e ClodiaSottomarina. Sposatosi a Verona, dove risiede con la moglie e dove apre un'attività, non appende le scarpe al chiodo e nel 75/76 si accasa nella vicina Cadidavid in Seconda Categoria, dove diventa ovviamente il leader.

Purtroppo un destino crudele se lo portò via troppo presto. Domenica mattina 2 maggio 1977,  giornata fredda e piovosa,  campo di Bonferraro di Sorgà, una partita tra amici. "Al primo scatto...  a Italo scoppiò il cuore", spirando poco dopo neanche 34enne. Il cordoglio fu unanime, lasciando tanti amici campioni suoi estimatori, un vero talento! Castelmassa lo ha dimenticato, perché? Si potrebbe dedicargli una via o un impianto sportivo, siamo sempre in tempo.

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