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FICAROLO

Plastic free, “Rifiuti lungo il Po, è allarmante”

Paolo Monesi: “Problemi di inquinamento negli argini, se non in prossimitá delle acque”

Plastic free, “Rifiuti lungo il Po, è allarmante”

“La situazione ambientale lungo le rive del grande Fiume Po é decisamente allarmante. A creare i maggiori problemi di inquinamento é sicuramente l’abbandono dei rifiuti lungo gli argini se non addirittura in prossimitá delle acque”. A dirlo é Paolo Monesi, referente per l’Alto Polesine dell’associazione Plastic Free Onlus che, di recente, ha svolto alcune raccolte individuali lungo gli argini e le rive in prossimitá del corso d’acqua di fronte al centro di Ficarolo a poche centinaia di metri da casa sua.

“I recenti sfalci del verde erboso e degli alti arbusti effettuati di recente lungo gli argini danno la possibilitá di raggiungere la riva e poter raccogliere quello che rimane incastrato tra i sassi sulla sponda dopo le piene. É un modo per capire la quantitá e la tipologia di rifiuti che scorrono all'interno delle acque del fiume e non é difficile capire che sono tutti rifiuti urbani, segno dei nostri consumi di casa e che in mille modi scorretti finiscono nel fiume. La parte maggiore é sempre rappresentata dalle bottiglie e dagli imballaggi alimentari in plastica. E non mancano anche rifiuti di maggiori dimensioni come secchi da edilizia, pezzi di tubazioni idrauliche, scarpe, bottiglie di shampoo, deodoranti e involucri di plastica di vario utilizzo. Una grande quantitá di rifiuti, basti pensare che in soli 200 metri sono stati raccolti 6 sacchi riempiti in meno di 2 ore. Circa 70 chilogrammi di materiale che sarebbero finiti in mare e lì sarebbero rimasti anche centinaia di anni”.

Non meno pericoloso per l’ambiente é proprio la stessa pratica degli sfalci del verde pubblico sia lungo le strade sia nei pressi dei corsi d'acqua. “Partendo infatti da un precedente abbandono illecito da parte di cittadini incuranti, gli addetti degli sfalci arrivano poi a triturare tutto con i mezzi meccanici essendo considerato antieconomico perder tempo per rimuovere i rifiuti abbandonati nell’ambiente - continua Monesi - Credo che un ripensamento delle politiche di appalto del verde pubblico siano ormai necessarie. Un po’ di risorse in più in ottica di cura del territorio permetterebbero di avere il tempo per raccogliere i rifiuti anziché triturarli rendendo certo il loro diffondersi in microplastica nel nostro ambiente. Invito tutti a prendersi cura di qualche chilometro di strada nel proprio Comune, magari camminando con pinza e sacchetto e mantenersi anche in forma con il plogging. É vero che non sono i nostri rifiuti, ma questo é il nostro territorio. Sará una goccia nell'oceano ma anche l'oceano é fatto di gocce”.

L’Associazione Plastic Free, molto attiva negli ultimi 6 mesi in Polesine, ha sospeso l’organizzazione degli eventi di gruppo per la situazione sanitaria nel Paese, ma i volontari sono giá impegnati con azioni individuali a continuare le raccolte dei rifiuti abbandonati. Giá oltre mille foto sono state inviate sulla pagina fb “Plastic Free Odv Onlus” e la sfida di raccolte continua.

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