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CASTELMASSA

100 anni di Enos: “Un esempio per la comunità”

Il Comune gli consegna una targa, poi la festa, con pochi intimi, causa emergenza sanitaria

100 anni di Enos: “Un esempio per la comunità”

Il 5 febbraio 2021 non è un giorno come gli altri per il signor Enos Prini di Castelmassa: ha infatti spento le sue prime 100 candeline. “Un traguardo che - sottolinea il sindaco Petrella - abbiamo voluto festeggiare personalmente con lui, anche se l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ci ha consentito di invitare solamente pochi intimi”. “Abbiamo pensato – continua l’assessore alle Politiche Sociali Alessandra Carta – di rendergli omaggio raccontando la sua vita, una testimonianza che deve essere d’insegnamento alle nuove generazioni”. Enos nasce a Castelnovo nel lontano 5 febbraio 1921, terzogenito di cinque figli: due femmine e due maschi. A diciotto anni è colpito da un grave lutto, scompare infatti prematuramente il padre.

Questa triste perdita lo rende, di fatto, il “capofamiglia”. Durante il secondo conflitto mondiale fece parte della Brigata Cadore di Belluno, dove svolgeva mansioni logistiche, essendo autista di camion. Questo suo compito l’ha fortunatamente tenuto spesso lontano dalla prima linea e dai campi di battaglia.

“Non fu però sempre così, infatti – ci racconta il signor Prini – qualche giorno prima di una licenza pasquale, si trovava dal barbiere della caserma, quando entrò il comandante dicendo che le licenze erano revocate, poiché ci si apprestava a partire per la Jugoslavia. Partirono di notte, per evitare attacchi al convoglio. Durante il pericoloso viaggio, pensavo malinconicamente: ‘Guarda dove sono venuto a morire...’”.

In queste terre balcaniche il signor Enos ebbe modo di assistere alla triste fine di un suo compagno, che morì calpestando una mina antiuomo. Nel settembre del 1943, nel giorno dell’armistizio dell’Italia alle forze alleate, Enos si trovava a Roma e decise di tornare a casa in abiti civili, essendo contrario ai principi che animavano la neonata Repubblica di Salò. Iniziò così un periodo di fuga: durante il viaggio di ritorno in treno, infatti, poco prima di Ferrara, un’ostetrica originaria di Calto lo riconobbe e lo invitò a non scendere dal treno, poiché alla stazione era in corso un rastrellamento. Riuscì a scendere nelle campagne, raggiungendo poi la corriera diretta a Castelmassa. Nel suo paese natìo ebbe contatti con un gruppo clandestino partigiano ma, rimasto impressionato dagli schizzi di sangue sulle pareti della sede dove si riunivano i partigiani, preferì nascondersi in casa, dove lo aspettavano la moglie Flora e il figlio Giuseppe, riuscendo fortunatamente ad evitare diversi rastrellamenti.

Terminata la guerra il signor Prini si dedicò prima al commercio di frutta e verdura e, successivamente, al trasporto per conto di terzi. Riuscì infatti a comprare un autocarro Austin, con il quale si dedicò soprattutto al trasporto di bestiame per i mercati della zona. Oltre a questo, Enos operò anche al trasporto di barbabietole da zucchero allo zuccherificio di Sermide e Ficarolo. Nel 1962 decise di acquisire la licenza ed esercitare l’attività di noleggio di rimessa con la sua Fiat 1800. Tra il ’62 e il ’90 riuscì ad acquistare anche due Mercedes, con le quali coprì all’incirca un milione e mezzo di chilometri senza incidenti. “Tutti noi lo ricordiamo al volante del suo taxi bianco – continua il sindaco – sempre lucido e splendente”. Da quando è in pensione Enos trascorre le giornate al bar con gli amici, oppure si dedica alla cura dell’orto e alla pulizia del cortile di casa. La sua passione per l’ordine è nota e questa lo portava a lavare l’automobile ogni giorno. Nel 2011 la moglie Flora, compagna di vita, viene a mancare a causa del virus “West Nile”. Da allora Enos si reca in cimitero almeno due volte a settimana, supportato nello spirito dalla fede, infatti non manca mai alla messa della domenica dove siede da sempre allo stesso posto. Purtroppo, a causa del Coronavirus, Enos ha dovuto modificare le sue abitudini. Con fatica il figlio Giuseppe e la nuora Vittorina sono riusciti a farlo desistere dal recarsi in chiesa o al bar per il caffè quotidiano. Questi momenti di socializzazione gli mancano molto, ma Enos ha scoperto le videochiamate che gli permettono di stare in contatto con le nipoti e i sei pronipoti che lo riempiono di affetto e tenerezza. Nel giorno del suo compleanno, scade anche la patente di guida che gli ha permesso di lavorare e vivere dignitosamente, perciò Enos ha deciso di regalare la macchina a una sua pronipote. Nel pomeriggio il sindaco Petrella e l’assessore Carta hanno incontrato Enos, donandogli una targa a ricordo di questo giorno speciale e portandogli gli auguri di tutta la comunità, in attesa di poter ritornare a festeggiare adeguatamente ricorrenze importanti come questa. “Mi preme sottolineare l’importanza di testimonianze come quella del signor Enos Prini – ha ribadito l’assessore Carta – che, in un momento di crisi profonda come quella che stiamo attraversando, deve essere d’esempio e spronare i giovani a non abbattersi e a non lasciarsi andare allo sconforto dei tristi giorni che tutti noi stiamo vivendo”.

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