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Amazon, trattative in stallo scatta lo sciopero

Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno indetto uno sciopero nazionale per lunedì 22 marzo

Amazon, trattative in stallo scatta lo sciopero

20/03/2021 - 23:17

Dopo la brusca rottura delle trattative su una piattaforma contrattuale di secondo livello della filiera Amazon, Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno indetto uno sciopero nazionale per lunedì 22 marzo”. Lo annuncia la comunicazione del sindacato. “Lo sciopero - prosegue la nota - si è reso necessario dopo aver constatato l’assoluta indisponibilità delle associazioni datoriali ad affrontare positivamente le problematiche sollevate dai lavoratori, nonché per la ‘latitanza’ di Amazon nelle trattative e l’assenza di risposte della multinazionale americana in relazione alla prosecuzione del confronto, avviato a gennaio scorso, relativamente al personale dipendente e a quello che opera negli appalti dei servizi di logistica”.

Lo sciopero, in Veneto, coinvolgerà i lavoratori diretti e in appalto dei magazzini Amazon di Padova, Verona e Rovigo. Nella mattinata di lunedì si terranno presìdi davanti alle Prefetture delle tre città, nel rigoroso rispetto delle norme Covid”. “Lo sciopero - dichiarano i sindacalisti - è l’unico mezzo che abbiamo per costringere le aziende che operano in appalto e soprattutto Amazon a sedersi intorno a un tavolo con la reale volontà di prendere in considerazione le problematiche sollevate dai lavoratori e trovare una soluzione. I problemi sollevati dai lavoratori vanno dagli eccessivi carichi e ritmi di lavoro fino alla richiesta di un corretto inquadramento professionale del personale, di un adeguato importo delle indennità di trasferta, di una clausola sociale a garanzia della continuità occupazionale in caso di cambio di appalto o cambio fornitore. Inoltre, c'è la questione delle assicurazioni da prevedere per i danni ai mezzi (oggi totalmente a carico degli autisti) e delle franchigie, dei buoni pasto per i driver, dei premi di risultato, delle indennità Covid per aver assicurato il loro servizio in costanza di pandemia, provvedimenti che mirino alla salvaguardia della loro salute, della loro sicurezza e formazione”.

“In generale – proseguono – vogliamo la stabilizzazione dei contratti a tempo determinato e dei lavoratori interinali, anche se sappiamo che questo è lo scoglio più grande perché ad Amazon la precarietà dei lavoratori fa molto comodo dato che così può liberarsi, semplicemente non rinnovando loro il contratto, di quelli che ritiene scomodi solo perché lottano per delle condizioni di lavoro più umane e degne di un paese civile. Oltre alle rivendicazioni concrete che stanno alla base di questo sciopero, vi è anche una motivazione culturale: l’affermazione del ruolo e della centralità dei sindacati nella storia civile del nostro Paese. Un fatto incontrovertibile di cui Amazon dovrà necessariamente prendere atto”. “Per vincere questa battaglia - concludono - che non è semplicemente una battaglia sindacale, ma di civiltà, non bastano i lavoratori, serve il sostegno delle consumatrici e dei consumatori, serve l'appoggio dei cittadini, ai quali ci rivolgiamo”.

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