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TRECENTA

“Ora rialziamoci, come 76 anni fa”

Il toccante discorso del sindaco Antonio Laruccia. Ricordando Goliardo Vischi, sopravvissuto

“Ora rialziamoci, come 76 anni fa”

Per il secondo anno consecutivo, la cerimonia di commemorazione della giornata della liberazione, non si è potuta celebrare con cortei e tante persone in piazza. A Trecenta, Sariano e Pissatola sono state celebrate le messe e deposte le corone di alloro. Nella chiesa parrocchiale di San Giorgio a Trecenta, prima della conclusione della messa il sindaco Antonio Laruccia ha espresso un breve discorso, partendo con il parlare dei nostri comportamenti, quelli che ci permetteranno di superare questo periodo di pandemia, soprattutto ognuno avrà rispetto degli altri.

Profonda gratitudine e agli uomini, alle donne e ai ragazzi che 76 anni fa hanno combattuto per la riconquista della libertà – ha detto Laruccia – la libertà e la democrazia non hanno colore politico, appartengono agli essere umani in quanto persone, come recita l’articolo 3 della nostra Costituzione. Oggi stiamo combattendo un nemico invisibile e questa dura esperienza ci sta insegnando quanto siano importanti certi valori: il rispetto delle regole, il senso di responsabilità, la solidarietà e il riconoscimento della vita umana. C’è bisogno di tutti per rimettere in piedi il nostro paese; i giovani non devono perdere la speranza. Siamo grati ai nostri anziani per averci trasmesso i loro valori: rispetto e senso di responsabilità, che oggi dobbiamo saper tutelare. In modo coeso e unito dobbiamo saperci rialzare, come hanno fatto tanti anni fa i nostri padri”.

Il sindaco con la polizia municipale e il maresciallo dei carabinieri hanno deposto una corona di alloro sul muro esterno della casa di Nicola e Badaloni e una sulla lapide posta sul muro esterno del municipio, dove, a debita distanza, si sono raccolte alcune persone e il sindaco ha ripetuto il breve discorso tenuto in chiesa, con un ricordo a Goliardo Vischi, mancato un paio d’anni fa. Vischi era sopravvissuto ai campi di concentramento, andava a raccontare la sua esperienza nelle scuole ed era sempre presente alle celebrazioni istituzionali. La cerimonia, ripresa e pubblicata sui social, si è conclusa con la benedizione e l’inno di Mameli.

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