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Un Ferrarese primo in Polesine: la vittoria più schiacciante

La sua è stata la vittoria più larga, il risultato più travolgente del Polesine.

Un Ferrarese primo in Polesine:  la vittoria più schiacciante

06/10/2021 - 13:21

Sabato aveva svuotato i cassetti, e portato via i documenti più personali dall’ufficio del sindaco. Ieri, Enrico Ferrarese è tornato in municipio con lo scatolone, e ha rimesso a posto le sue cose. Se era scaramanzia, ha funzionato. Eccome. Perché la sua è stata la vittoria più larga, il risultato più travolgente del Polesine. E’ vero, in assoluto ha preso 50 voti in meno di cinque anni fa; ma anche gli elettori sono calati, e così la percentuale è aumentata, rispetto al già bulgaro 73,6% di allora: 76%, un record.

Sindaco, sinistra asfaltata per la terza volta di fila nell’ex Stienta rossa. Che effetto fa?

“Non voglio dare una lettura così marcatamente politica. Già dalla vittoria di Corazzari, nel 2014, il nostro approccio è sempre stato molto teso al rispetto della storia e della tradizione di questo territorio”.

Sì ma questa era la roccaforte del Pci-Pds. Ora è terra di Lega?

“Fondamentalmente, le persone possono anche cambiare idea. Ma credo che il nostro resti un paese di valori antichi, radicati e profondi. Valori che oggi non sono rappresentati, come forse in passato, da un unico contenitore politico, ma sono più mescolati”.

Sta dicendo che è la Lega, oggi, a portare avanti i valori della vecchia sinistra?

“Non dico questo, e poi non sono nemmeno tesserato alla Lega. Spero che gli stientesi abbiano voluto votare Enrico Ferrarese e la lista Stienta tua: a fare la differenza siamo stati noi, e ne siamo orgogliosi”.

Il suo nome già circolava come candidato presidente della Provincia. Dopo un successo così rotondo è in pole position.

“E’ una proposta nata da alcuni colleghi sindaci: la loro fiducia di sicuro mi fa piacere. Se c’è la condivisione, se il mio può essere un nome che unisce, e se posso essere utile, io ci sono”.

Com’è stato il primo giorno da sindaco-bis? Tutto normale o l’emozione è la stessa?

“L’emozione c’è sempre, e l’adrenalina della contesa elettorale è ancora in circolo. Dovevamo difendere il nostro lavoro, e non avrei accettato che tanto impegno non venisse riconosciuto dagli elettori. Per me sarebbe stato un dispiacere troppo grande”.

Si aspettava una vittoria così larga?

“No. Avevo la coscienza a posto, e la tranquillità di chi va a un esame sapendo di aver studiato. Ma qualcosa può sempre andare storto”.

Ora subito al lavoro. Cosa le resta da fare, dopo sei anni alla guida del paese?

“Abbiamo lottato per mantenere i servizi, penso in particolare a quelli sanitari, e ci siamo riusciti. Ora dobbiamo implementarli: in primis, la medicina di gruppo. Poi ci sono alcuni interventi sulla viabilità”.

Quando ha pesato, a vostro favore, avere l’appoggio dell’assessore regionale Corazzari?

“In realtà i nostri rivali ci hanno persino accusato di averlo tenuto lontano, per nascondere da che parte stiamo. Ma non è stato assolutamente così. Anche se ripeto: noi facciamo le scelte per il bene del paese, non per logiche politiche”.

Capitolo giunta: i suoi assessori erano tutti esterni. Ora il vicesindaco Malavasi e l’assessore Franchi hanno riportato buoni risultati in termini di preferenze. Saranno riconfermati?

“Sono con me fin dalla reggenza del 2015, sono le mie colonne: imprescindibili”.

Restano due posti da assegnare…

“Ci stiamo ragionando, ma avevo già annunciato che avrei cambiato il meno possibile perché abbiamo lavorato bene. Alessandra Fogagnolo al bilancio è un valore aggiunto, e Marina Garato una sicurezza”.

Qualcuno dovrà pur cambiare…

“Nel giro di pochissimo sarò pronto ad annunciare la giunta. Dite che devo cambiare? Vi stupirò, ancora una volta”.

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