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FICAROLO

Il sindaco rieletto: “Ma quale destra, qui ho vinto io”

Pigaiani: “Terzo mandato? Toccava a Paramatti, sarà il mio vice. E questi sono gli anni dell’Alto Polesine”

Il sindaco rieletto: “Ma quale destra, qui ho vinto io”

09/10/2021 - 12:08

Ci sarà la banda, domani mattina, a scortare Fabiano Pigaiani verso il suo terzo ingresso trionfale in municipio. Il consiglio comunale in cui avverrà la proclamazione del sindaco e degli eletti è convocato per le 10: prima, alle 8, i nuovi amministratori parteciperanno alla messa, con benedizione, quindi gli omaggi al monumento ai Caduti e il corteo, a suon di musica, fino al palazzo comunale, all’interno del quale la banda suonerà l’Inno di Mameli. Seguirà una festa per tutti i cittadini, con tanto di rinfresco.

Pigaiani, inizia il suo terzo mandato: se tutto andrà bene resterà sindaco 15 anni. Ma non saranno troppi?

“Prima di candidarmi ci avevo pensato. Infatti avevo intenzione di lasciare spazio ad un’altra persona, che avevo già individuato. Solo che non se l’è sentita, e così è toccato ancora a me”.

Di chi si tratta?

“Di Agostino Paramatti. Ma lo capisco: non ha mai fatto attività amministrativa prima d’ora, e gli serve del rodaggio. Si candiderà nel 2026. Per questo sarà nella mia squadra: è entrato in consiglio, forte di un ottimo risultato (esattamente 100 preferenze, ndr) e io sarò a sua disposizione”.

Farà parte della sua giunta?

“Vicesindaco. Subito dopo l’insediamento farò il decreto: l’altro assessore sarà Debora Grechi (80 voti)”.

I 197 voti di vantaggio che ha riportato in questa tornato rappresentano il più ampio distacco tra le sue tre elezioni. Soddisfatto?

“Sicuramente un ottimo risultato. Ma a darmi la maggior soddisfazione, più dei numeri, è stato prendere atto che per i cittadini abbiamo fatto qualcosa di buono”.

E’ stato favorito dall’“ondata di centrodestra” che si è registrata in tutto il Veneto?

“No, guardi: nelle piccole comunità come la nostra a fare la differenza sono le persone. Le elezioni le ho vinte io e le ha vinte la mia squadra. I cittadini vogliono persone non politicamente esposte, e le premiano con il consenso: la nostra è una lista puramente civica”.

Lei, però, dieci anni fa era dato come vicino al Pdl poi nel tempo ha virato verso la Lega. Lo conferma?

“Pur simpatizzando per il centrodestra, in questi dieci anni non ho mai avuto tessere di partito. Ma una cosa la devo dire: appena diventato sindaco abbiamo avuto subito l’emergenza terremoto; poi negli anni abbiamo dovuto fronteggiare altre emergenze, come gli Istituti Polesani e l’arrivo dei profughi. Ogni volta, il presidente Luca Zaia ci ha aiutati a risolvere i problemi e mi ha fornito le risposte che cercavo. Io ho estrema fiducia nella sua persona, perché ha dimostrato di essere presente”.

Quando dice che i cittadini premiano chi non è esposto sembra punzecchiare i suoi avversari, schierati a centrosinistra…

“Nella loro lista c’era il segretario locale del Pd, che tra l’altro non è nemmeno stato eletto. Ma non mi interessa: è un problema loro”.

La candidata Eveleen Bonfatti dopo il voto si è fatta sentire?

“E’ venuta a farmi le congratulazioni, è stata corretta. Spero che ora, da parte loro, ci possa essere disponibilità a ragionare per il bene del paese. Ma una cosa me la faccia dire…”

Prego.

“In campagna elettorale mi hanno lanciato frecciatine pesanti, anche sul piano personale, in paese e via social. Mi hanno attribuito falsità, frasi improprie, forse anche le piaghe d’Egitto. Non ho mai voluto reagire: ho incassato in silenzio, e credo sia stato il miglior atteggiamento. Ho la fiducia dei cittadini, e questa mi dà la forza di continuare altri cinque anni: rispondo a loro, non alla minoranza”.

Ma dopo 10 anni da sindaco cosa le è rimasto ancora da fare?

“Il nostro programma è stato completato al 90%, ma il Covid ha frenato sensibilmente la nostra operatività nell’ultimo anno e mezzo. Entro il 2022 comunque finiranno i lavori di ampliamento e adeguamento della casa di riposo San Salvatore; e poi sarà completata la ciclabile che unisce l’Eridania al centro, progetto da 250mila euro i cui lavori sono iniziati sette mesi fa”.

Prima ha citato il caso profughi. E’ stato il momento più duro dei suoi dieci anni da sindaco?

“Tutte le emergenze che ho vissuto in prima persona in questi anni, dal terremoto agli Istituti, mi hanno fatto maturare velocemente, mi hanno formato e mi hanno portato ad amministrare con più determinazione e più capacità. Posso dire che adesso nulla mi fa più paura”.

Elezioni provinciali: che ne pensa della possibile candidatura di Enrico Ferrarese, sindaco di Stienta?

“Ha vinto le comunali con un ottimo risultato, in un paese per nulla banale per un esponente di centrodestra: segno che la gente ha apprezzato i suoi cinque anni da sindaco. Penso che ormai abbia esperienza, e tutte le carte in regola per amministrare anche la Provincia, ed affrontarne i problemi”.

L’assessore regionale Corazzari è di Stienta, i due consiglieri regionali Cestari e Bisaglia di Ficarolo e Trecenta. Se il presidente della Provincia sarà di Stienta non si rischia uno squilibrio dal punto di vista territoriale?

“Forse sì, ma quante volte, in passato, i posti istituzionali sono stati tutti appannaggio di un’area ben definita, cioè il Basso Polesine? Per anni abbiamo vissuto quella situazione, adesso le cose stanno andando così, non per caso ma perché i risultati elettorali hanno portato a questo. Sono certo che Enrico saprà ben rappresentare tutti quanti”.

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