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Casa del sorriso verso l’esternalizzazione?

Badia Polesine

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BADIA POLESINE - Il consiglio di amministrazione della Casa del sorriso di Badia Polesine potrebbe decidere di affidare parte del servizio di assistenza agli anziani ad una cooperativa esterna, sacrificando la stabilizzazione di circa 30 dipendenti attualmente non di ruolo.



Tale scelta, non ancora deliberata, si renderebbe necessaria per la mancanza cronica di 10-15 ospiti sullo storico previsionale che pesa negativamente sull’equilibrio del bilancio. Non è un dietrofront, ma la mancanza cronica di questo numero ospiti, a causa del mancato riconoscimento delle impegnative di residenzialità concesse dall’Ulss, incide fortemente sui ricavi rendendo impossibile il pareggio istituzionale di bilancio. E’ necessario perciò riequilibrare il rapporto fra i costi sostenuti per garantire l’assistenza ed il numero degli assistiti.



La situazione, secondo Remo Previatello, presidente della Casa del sorriso, è aggravata dalla normativa regionale che, da un lato impone le regole economiche privatistiche, e, dall’altro, non riconosce le agevolazioni tributarie e contributive riservate al privato.


Il servizio completo sulla Voce in edicola il 21 settembre

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