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"Il Consvipo non ha più senso, io non lo pago più"

Società pubbliche

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La sede del Consvipo

Fosse un film, il titolo sarebbe scontato: 2017, fuga dal Consvipo. Ma qui di finzione ce n’è ben poca. Anzi, la minaccia portata avanti da molti amministratori comunali (e non solo) del Polesine è più che reale: sono sempre di più, infatti, quelli che di Consorzio per lo sviluppo non vogliono più sentir parlare.



E pazienza se lo statuto impedisce praticamente a chiunque di uscire dal patto: “Dall’anno prossimo il nostro comune non pagherà più la quota associativa”, assicura il sindaco di Badia Gastone Fantato. Il municipio altopolesano, infatti, ha deciso di uscire dal Consvipo. E se gli altri soci non glielo lasceranno fare, è pronto a considerarsi comunque fuori. Al punto di smettere di pagare i contributi su cui (è bene sottolinearlo) si basa l’86% del bilancio dell’ente.



“Questo perché - rivendica il primo cittadino di Badia - ha cessato il proprio compito storico. Così come lo conosciamo, il Consorzio non ha più senso di esistere, quindi tanto vale chiuderlo”.



Intanto, da fuori, il sindaco di Lusia Luca Prando guarda e gongola: “Noi nel Consvipo non siamo mai entrati, e abbiamo fatto bene. Ora i colleghi sindaci devono prendere una decisione: cancellare questo ente inutile”. La guerra al Consvipo è iniziata.


Il servizio completo sulla Voce in edicola lunedì 16 gennaio.

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