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Marocchina segregata dal marito italiano, condannato per maltrattamenti

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29/03/2017 - 16:51

Si sposano, lei è marocchina, lui polesano, di 15 anni più grande. All'inizio è tutto rose e fiori, ma ben presto l'italiano di Badia Polesine si rivela - stravolgendo ogni luogo comune sui paesi arabi - un "padre padrone", che la segrega in casa facendole subire ogni genere di umiliazione e soggezione.



Oggi 29 marzo, il gup Alessandra Martinelli ha condannato il polesano di mezza età a un anno pena sospesa l'uomo che era imputato del reato di maltrattamenti e lesioni.



La giovane marocchina era innamorata e si sposarono in Marocco, prima di arrivare in Italia. Non pensava che la sua condizione di vita sarebbe peggiorata, rispetto al suo Paese d'origine.



I maltrattamenti erano contestati dal novembre del 2013 fino all'agosto del 2014. Tutto è emerso quando il 27 maggio del 2014, l'uomo, all'apice della sua violenza, la tirò per i capelli e le diede un pugno sullo stomaco, fecendola finire in pronto soccorso.



Da qui la denuncia e la liberazione per la ragazza, che a processo, rappresentata dall'avvocato Paolo Guidorzi, non si è costituita parte civile.




Il servizio sulla Voce di Rovigo di domani 29 marzo

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