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Gal, un bando per restaurare il Baruffaldi

Badia Polesine

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Il sindaco Giovanni Rossi

04/07/2017 - 21:11

L’amministrazione comunale prova a entrare nel bando del Gal Adige per mettere a nuovo l’esterno del museo civico Baruffaldi. Il progetto, elaborato dagli uffici del Comune di Badia Polesine e capitanato dall’architetto Ivan Stocchi, parla di un preventivo di spesa di circa 230mila euro, che però, per oltre 199mila (secondo le speranze del Comune) potrebbe essere coperta da un bando regionale.



Intanto, risulta fondamentale importante provarci, dal momento che, nonostante i lavori per la sistemazione della parte interna siano stati già finanziati, ne restano molti altri di vitale importanza. Il museo è costituito da 13 sezioni in cui sono raccolti oggetti riguardanti i vari periodi storici (dal Risorgimento alla Seconda guerra mondiale) in cui il protagonista principale è l’uomo, con i suoi entusiasmi e le sue fatiche.



All’interno di questo percorso attraverso i secoli è stata riservata una stanzetta anche alla storia più antica del territorio badiese, che espone oggetti preistorici, romani e medievali. In seguito a diversi spostamenti, i reperti, che nel frattempo erano numericamente cresciuti, trovarono una definitiva collocazione solo nel 1977 presso il palazzo dell’ex Monte dei Pegni, dove tuttora sono ospitati. Il problema di tale palazzo, ad oggi, è una struttura in condizioni ormai fatiscenti.



“La parte più consistente del primo finanziamento, concernente la ristrutturazione della parte interna, è arrivato alla fine del 2016 - spiega il sindaco Giovanni Rossi - per mezzo della Regione. Poi, nei primi giorni del febbraio 2017, sono arrivati anche i soldi della Fondazione Cariparo. Ora cercheremo di sfruttare anche il possibile finanziamento del Gal che è stato ideato solo per gli esterni degli edifici e non è quindi incompatibile con quelli che abbiamo già ottenuto. Sono relativamente ottimista, i presupposti per ottenerlo ci sono tutti ma molto dipenderà dal numero di comuni in gara”. L’obbiettivo del restauro totale dell’edificio potrebbe essere quello di garantire più spazio alla quadreria Balzan, formata da 49 quadri e attualmente collocata nel ridotto del teatro sociale. I quadri nel ridotto sono “sacrificati” e la bellezza di una visita alla collezione viene sminuita dal poco respiro della disposizione in cui si trovano ora. L’amministrazione comunale punta molto sulla quadreria Balzan dal punto di vista del turismo culturale.


Da quando è stata aperta, la preziosa collezione è stata infatti fonte di visite e di collegamenti con i beni culturali di altre città. Il problema resta il museo civico. L'idea del Comune sarebbe quella di realizzare un polo culturale in Abbazia, dove andrebbero a trovare collocamento anche la biblioteca Bronziero e il museo Baruffaldi. Ciò però non è possibile finché non verranno trovati i soldi per il restauro completo del palazzo dove il museo si trova ora.



Il servizio sulla Voce del 5 luglio

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