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Badia, lotta all'evasione e rinegoziazione dei derivati

Gli obbiettivi

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Il sindaco Giovanni Rossi

09/07/2017 - 18:20

A un mese dal voto, e con l’avvicinarsi della chiusura del bilancio, la nuova amministrazione comunale di Badia Polesine ha individuato quali siano i due principali “colpevoli” che gravano sulle finanze del comune: l’evasione fiscale e la zavorra dei contratti di finanza derivata.



In primo luogo, quindi, contrastare l’evasione di tasse come la Tari diventa uno degli obiettivi primari della amministrazione Rossi per andare a cercare di tamponare le falle di bilancio che si sono create in questi anni. La tassa sui rifiuti (che si dovrà pagare entro i prossimi 16 luglio e 16 novembre) è uno dei contributi che, a livello nazionale, si è distinto come uno dei più evasi dai cittadini.



Oltre alle imposte non versate, il macigno che, più di tutto, paralizza e pesa sull’economia dell’amministrazione comunale sono proprio quei contratti finanziari detti “derivati”. Una scommessa, tentata dieci anni fa, che doveva portare introiti con una spesa minima. Se dal 2007 al 2010, tale operazione, portò un incasso di 856mila euro, dal 2010 in avanti, a causa di variabili su scala mondiale, il comune si è visto indebitare per milioni di euro. Un “cappio” economico, che stringerà su Badia fino al 2026, anno in cui il debito dovrebbe essere finalmente estinto nella sua totalità.



Contro l’agonia del passivo dei derivati, come anche espresso nel programma elettorale presentato ai cittadini, la giunta Rossi si impegnerà a rinegoziare questi mutui. Una mission che, sulla carta, sembra altamente improbabile, vista la difficoltà di andare a trattare su tali somme.



Il servizio in edicola nella Voce di lunedì 10 luglio

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