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La nuova vita dell'orfanotrofio

Lendinara

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Realizzare una comunità educativa per minori presso gli spazi della Pia opera Giuseppe Galeazzo Marchiori. È questo il progetto che mette sul tavolo la storica realtà lendinarese, nata negli anni Quaranta per volontà della contessa Giuseppina Colleoni che, dopo la morte del figlio e del marito, decise di dedicare la sua vita al sostegno dei bimbi poveri e disagiati.



L’iniziale orfanatrofio, i cui spazi di via Santuario oggi accolgono il doposcuola, il centro pomeridiano per bambini ed alcune classi del catechismo, sta cercando una nuova vita. Il progetto, che vedrebbe la Pia opera Marchiori aprire le sue porte ai minori in difficoltà, potrebbe essere la via giusta da percorrere.



“Si tratta di un progetto per la realizzazione di una comunità in grado di accogliere, anche temporaneamente, tra gli otto e i dieci minori che per varie ragioni sono stati allontanati dalla propria famiglia” spiega Roberto Bisi, presidente del Cda dell’istituzione.



La Pia opera diventerebbe, dunque, una struttura residenziale a carattere comunitario di tipo familiare per bambini e adolescenti, che presentato situazioni di disagio personale e familiare pregiudizievoli per la loro crescita e la loro realizzazione. I giovani verrebbero accolti presso la Pia opera Marchiori in un ambiente in grado di garantirgli il soddisfacimento dei bisogni psicologici, relazionali e di protezione indispensabili ad un corretto sviluppo della propria persona, in attesa del loro reinserimento nella famiglia di provenienza, qualora ciò fosse possibile.



Attraverso questo progetto, proposto insieme alle cooperative sociali Peter Pan e Titoli minori, “La Pia opera tornerebbe ad avere un ruolo centrale nell’accoglienza dei minori, nel rispetto dello spirito con cui nacque” evidenzia Bisi. “Gli spazi per la realizzazione del progetto, rivolto a dare un servizio alla comunità, ci sono. Parliamo di circa 700 mq a disposizione del progetto, con grandi stanze, la possibilità di disporre di una palestra, una cucina, servizi igienici con docce e un ampio giardino”.



Il progetto, inviato alla Conferenza dei sindaci dell’Ulss e alla direzione dei Servizi sociali dell’azienda sanitaria, ha trovato accoglimento, come fa sapere il sindaco Luigi Viaro. “Il progetto è stato inserito nel piano di zona dell’Ulss, nell’ambito della fase di aggiornamento” informa il primo cittadino.



“Questo non significa ancora avere posti accreditati, ma apre le porte all’avvio del percorso. La realizzazione di questa struttura andrebbe a rispondere ad una richiesta di posti, a cui oggi le strutture in Polesine non riescono a far fronte completamente”.



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