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Massacra di botte la moglie, poi la sequestra in casa

Un giovane marocchino

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I carabinieri di Lendinara hanno denunciato un ragazzo magrebino di 20 anni con l'accusa di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e minaccia nei confronti della moglie, una connazionale sua coetanea.



Dall’inizio dell’anno, praticamente dall’inizio della loro convivenza in un paesino della bassa veronese, fra i due coniugi i litigi sono sempre stati molto frequenti, a volte anche per futili motivi.



Ma nel corso di queste liti il ragazzo aveva preso da subito l'abitudine a percuotere la moglie con pugni, calci, ceffoni, tirate di capelli, accompagnati dalla minaccia di picchiarla ancora più forte qualora l’avesse rivelato a qualcuno.



Nelle scorse settimane (nel mese di luglio 2017), dopo l’ennesimo litigio, ha chiuso a chiave la moglie nella camera da letto della loro abitazione per alcuni giorni, lasciandola senza mangiare e continuando a picchiarla.



La giovane, dopo alcune peripezie è riuscita a chiamare al telefono il padre, il quale dopo averla raggiunta e avere visto le tumefazioni sul volto della figlia, l’ha accompagnata al Pronto Soccorso dell’Ospedale civile di Legnago, per le cure del caso.



A questo punto la ragazza, temendo per la propria incolumità, ha deciso di tornare a casa dai genitori, in Polesine.

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