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Escort sadomaso cieca: "Mi hanno rapinata"

Il caso

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Lei, escort sadomaso e ipovedente, ha denunciato lui, il suo compagno per una rapina di 5-7mila euro. Una cifra che l’uomo, di 39 anni, le avrebbe sottratto con violenza con l’aiuto di un amico, di 41 anni. Entrambi, infatti, sono a processo per i fatti avvenuti la sera del 12 ottobre 2013 a Ferrara, dove abita la ragazza.



Mercoledì mattina, il giudice del Tribunale della città emiliana ha ascoltato le testimonianze di un ispettore e di un poliziotto, intervenuti dopo la richiesta d’aiuto della ragazza. Ma, nel processo a carico dei due uomini, sono molti gli elementi che non tornano, prima fra tutte la tempistica con cui sarebbe avvenuta la rapina.



Dall’analisi dei tabulati telefonici risulta infatti che alle 22 i presunti rapinatori si trovassero nella zona di Stienta, dove i loro cellulari hanno agganciato le celle telefoniche. E soltanto un quarto d’ora più tardi avrebbero bussato alla porta della loro vittima, strappandole a forza il denaro, come risulterebbe dalle ricostruzioni che lei stessa avrebbe fornito alle forze dell’ordine, allertate alle 22.55. Ma secondo la difesa il quarto d’ora intercorso tra l’aggancio delle celle telefoniche e l’ora del presunto reato non sarebbe bastato per raggiungere la casa della donna e rapinarla.



Ma non è l’unica incertezza: ad accogliere i poliziotti in casa, oltre alla vittima c’era anche il compagno stesso, con il quale convive tuttora. E, come se non bastasse, lei avrebbe riconosciuto il complice circa un anno dopo, guardando delle fotografie. Peccato che, secondo quanto lei stessa ha denunciato, l’uomo avrebbe agito mascherato la sera della rapina. Una domanda sorge, dunque, spontanea: come è riuscita a riconoscere, alla luce del suo difetto di vista, il presunto rapinatore se quella sera era travisato?



La rapina, insomma, è avvolta nel mistero. E a non far quadrare le cose è anche il fatto che il suo compagno avrebbe potuto sottrarle quella cifra in qualsiasi altro modo, senza ricorrere necessariamente alla rapina. A far luce sulla vicenda, che sembra nascondere una sorta di ricatto d’amore, sarà forse la donna stessa a fare un po’ di chiarezza, nel corso dell’udienza di gennaio, quando dovrebbe arrivare anche la sentenza.

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