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Badia Polesine

La mensa fa discutere il consiglio

Interpellanza della Casarotto sulla mancata agevolazione di tariffa per il secondo figlio.

La mensa  fa discutere il consiglio

29/10/2018 - 21:10

La mensa fa discutere al consiglio comunale. La recente introduzione del nuovo servizio di refezione scolastica in tutte le scuole comunali badiesi ha spinto la consigliere Idana Casarotto di Adesso Badia a presentare un’interpellanza per saperne di più sulla mancata agevolazione di tariffa per il secondo figlio.

“Nei giorni scorsi - le parole dell’ex assessore all’istruzione - alcuni genitori di bambini che frequentano la scuola dell’infanzia statale si sono rivolti alla stampa sostenendo che avranno una maggiore spesa di circa 200 euro per il servizio e rivendicando il beneficio economico. E’ comprensibile che i genitori si siano uniti in questi giorni per chiedere che l’amministrazione continui a garantire questo supporto alle famiglie più numerose. Sentiamo continuamente parlare di vicinanza e attenzione alle famiglie, ma è con i fatti che si concretizzano gli slogan elettorali”.

Tra le preoccupazioni di Casarotto ci sono anche “il rischio di un allontanamento dei bambini dalle nostre scuole verso altri comuni” e l’ipotetica eliminazione di altre agevolazioni. Dopo aver chiesto il ripristino dell’aiuto economico, la consigliere ha anche cominciato a distribuire tra tutti i partecipanti del consiglio una ricerca con dati e costi della mensa.

“L’attuale gestione del servizio è caratterizzata da un elevato livello di informatizzazione - ha risposto l’assessore all’istruzione Valeria Targa - con modalità di pagamento del servizio totalmente diverse dal passato. Pertanto, si è ritenuto opportuno uniformare le modalità di pagamento del servizio mensa tra scuola dell’infanzia e scuola primaria; abolendo la retta mensile della scuola dell’infanzia in quanto la nuova modalità risulta essere molto più equa e corretta. Ad oggi, si pagano solo i pasti effettivamente utilizzati, e se si considera una media di 20 giorni al mese il costo complessivo è di 72,60 euro; sostanzialmente invariato rispetto al passato. Ricordo che, fino allo scorso anno, coloro i quali fruivano della scuola dell’infanzia sino a cinque giorni pagavano una retta mensile ridotta di 34 euro, mentre per più di cinque giorni di frequenza si pagava la retta intera di 72 euro. La modalità aveva incontrato molte critiche nel corso degli anni da parte dei genitori. L’agevolazione in passato era riconosciuta a favore delle famiglie che avevano un figlio al nido ed uno all’infanzia o più figli all’infanzia - ha concluso Targa - e si è tolta in quanto le nuove modalità di gestione del servizio non consentono di mantenerla. In ogni caso, non si è esclusa la possibilità di poter prevedere forme di sgravio sul costo del pasto del secondo figlio ma si è rinviata ogni valutazione a conclusione dell’anno scolastico”.

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