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Lendinara

Dainese: “Riedizione di una politica centralista”

Renzo Dainese: “Emerso solo il candidato sindaco a scapito della squadra. Protagonismo di pochi”

Dainese: “Riedizione di una politica centralista”

Il presidente uscente del consiglio comunale, Renzo Dainese, ha voluto complimentarsi con i tre candidati che sono scesi in lizza per le elezioni di domenica 26 maggio e che hanno decretato la rielezione del sindaco uscente Luigi Viaro, “a cui è doveroso riconoscere il grande successo ottenuto, che è andato oltre ogni aspettativa e che gli attribuisce una grande responsabilità nei confronti della città”.

Complimenti anche per Federico Sambinello e Alessandro Ferlin “che, mettendoci la propria faccia e il proprio impegno, hanno permesso alla città di Lendinara di potersi dotare dei requisiti fondamentali di una democrazia: la possibilità di scegliere”. “I risultati elettorali sono stati negativi per noi - ha continuato Dainese, esponente di Urbanitas, gruppo fuoriuscito dalla maggioranza poco prima delle elezioni per poter sostenere Ferlin - anche perché abbiamo avuto poco tempo per spiegare il nostro progetto alla città. L’esito infausto lo avevamo messo ampiamente in preventivo, ma il nostro progetto mirava a preparare la città e la nuova classe dirigente per il prossimo mandato. Era comunque necessario, oltre ogni sacrificio, provocare una riflessione e dare una possibilità di scelta ai cittadini e soprattutto tornare al dibattito in consiglio comunale e in città”.

Dainese accusa la maggioranza di non concedere spazio “per dare vita a un movimento di opinione libero da condizionamenti”. Questo si sarebbe riflesso, secondo il presidente uscente, nell’ultima campagna elettorale, “dove ad emergere è stato ancora una volta solamente il candidato sindaco a scapito di una squadra che si troverà ad amministrare i prossimi cinque anni e che meritava fosse valorizzata. Questo fa pensare e preoccupare per una riedizione di una politica accentratrice e centralista già vista che toglie spazio alle idee e iniziative dei singoli gruppi riducendosi ad un protagonismo di pochi. Questo risultato paradossalmente mi conforta in considerazione del lavoro svolto in consiglio comunale come presidente in questi ultimi cinque anni, dove non è esistita opposizione, che in gran parte si era già promessa alla prossima maggioranza poco dopo l’insediamento, con il risultato di un confronto sterile se non assente, dove a intervenire era solamente il sindaco e il capogruppo unico di maggioranza, altra anomalia che ha contribuito a far morire il dibattito consigliare e le identità dei gruppi”.

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