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BADIA POLESINE

"Casa di riposo, quanto può sostenere i costi dei dispositivi di protezione? Ha già perso 17 anziani"

Il confronto sulla situazione della Casa del Sorriso

Nella giornata del 16 maggio, si è svolto tramite la piattaforma Skype un tavolo tecnico di confronto sulla situazione, attuale e futura, della “Casa del Sorriso” organizzato dal Partito Democratico di Badia Polesine. Al tavolo hanno partecipato il sindaco di Badia Giovanni Rossi, il presidente della casa di riposo badiese Tommaso Zerbinati, Davide Benazzo (Cgil-Fp), Francesco Malin (Cisl-Fp) e Cristiano Pavarin (UIL-FP) ed una rappresentanza del comitato dei familiari composta da Graziano Berto e Paolo Aguzzoni.

In apertura dei lavori il segretario Enrico Mercadante, ringraziando i partecipanti, ha tenuto a sottolineare che la promozione di detto tavolo è stata effettuata su precisa indicazione dei propri iscritti che volevano avere aggiornamenti sulla situazione sanitaria ed economica della struttura assistenziale badiese. "Riteniamo infatti che tutti i cittadini abbiano diritto di sapere quale sia la situazione della casa di riposo badiese - si legge nella nota stampa del Pd di Badia -  Il sindaco, dopo aver brevemente illustrato la situazione attuale del Coronavirus nel territorio comunale, ha tenuto a precisare come l’attuale situazione della Casa del Sorriso è ottima da un punto di vista sanitario, grazie all’opera del Cda e degli operatori della struttura, e che necessariamente quanto prima si dovrà riprendere quel dialogo con la Regione per trovare una soluzione sulla mancanza delle impegnative di cura".

É poi intervento il Presidente Zerbinati illustrando come la ‘Casa del Sorriso’ abbia affrontato il coronavirus: "Gli operatori sono stati dotati di tutti i dispositivi di protezione individuale, le visite agli ospiti fin da subito interrotte (e dopo qualche settimana dall’inizio dell’emergenza è stato disposto il sistema di video-chiamate tra familiari ed ospiti) e sono stati poi predisposti, come da protocolli sanitari, posti letto in astanteria per gli ospiti di ritorno dall’ospedale e alcuni posti in isolamento per eventuali contagiati, che per fortuna non sono mai stati utilizzati". Zerbinati segnala inoltre tre cose: "Le visite non potranno tornare ad essere permesse entro breve e quando succederà sicuramente si prevedranno delle misure restrittive per evitare il diffondersi del contagio; gli screening verranno effettuati fino alla fine di giugno; terza cosa, a nostro dire la più importante: i costi dei dispositivi di protezione (più necessari di prima), come riportato da Zerbinati, hanno fatto ovviamente aumentare le spese della casa di riposo. Ci chiediamo a tal proposito per quanto tempo il bilancio della struttura potrà sopportare un aumento delle spese, a fronte di minori entrate (dovute anche alle 17 persone perse dalla casa di riposo) e considerando che il periodo di utilizzo di questi dispositivi, soprattutto per le strutture che ospitano anziani, sarà molto lungo nel tempo".

"Insomma la nostra casa di risposo locale sembra aver superato la diffusione del coronavirus in maniera assolutamente eccellente, considerato il fatto che nessuno tra ospiti e dipendenti è stato contagiato dal Covid-19. Rimangono sicuramente aperte tante altre questioni che, prima dell’avvento del virus, già riguardavano la struttura per anziani di Badia. Sono poi intervenuti i rappresentanti delle sigle sindacali e il comitato dei familiari: è condivisa da tutti la preoccupazione per la quale i familiari non potranno presto tornare a visitare gli ospiti della struttura ben coscienti che questa situazione potrà però provocare delle sofferenze psicologiche, come già successo, agli anziani. Rispetto all’emergenza Covid è stato poi segnalato che, almeno in un primo periodo, la stessa struttura faceva fatica a reperire le mascherine per gli operatori, che si sono dovuti arrangiare con il ‘fai da te’. Un altro problema sollevato riguarda le ferie dei dipendenti: da luglio dell’anno passato non vengono concesse a causa di un’impossibilità di ricambio degli stessi operatori, ai quali sono per fortuna garantiti almeno i riposi. A tal proposito i sindacati sono d’accordo nel sostenere che è assolutamente necessario assumere personale al fine di permettere una regolare fruizione delle ferie da parte di tutti, e su questo punto il Presidente
Zerbinati si è preso l’impegno, con alcuni già aperti, di promuovere concorsi per l’assunzione di personale".

"Uscendo dal tema Coronavirus, tante sono state le tematiche affrontate nella riunione virtuale durata oltre due ore: la situazione delle impegnative, come da sempre segnalato dai sindacati, dal comitato dei familiari e dal Partito Democratico, rimane molto grave in quanto è garantita dalla Regione Veneto una copertura non sufficiente che ha portato l’amministrazione della ‘Casa del sorriso’ ad aumentare le rette più volte. Si è poi discusso anche del sistema polesano e veneto delle Rsa sottolineando il fatto che le residenze per anziani, a sostegno e gestione pubblica, devono essere privilegiate a scapito di quelle private, senza permettere la concorrenza tra queste due gestioni. Su questo punto tutti gli interlocutori si sono trovati d’accordo: il diritto alla salute, sancito in Costituzione, dev’essere garantito a tutti e dunque la gestione pubblica delle residenze sanitarie assistenziali va valorizzata e finanziata nel giusto modo, in specifico dalla Regione, che è assolutamente manchevole in questo. L’incontro, ritenuto da tutti gli intervenuti molto utile, è terminato nella promessa di poter ripetere questa esperienza per continuare in futuro, e magari migliorare, un rapporto collaborativo tra sindacati, familiari, amministrazione comunale e politica".

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