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LA STORIA

E’ bloccato all’estero, ma la sua attività riparte

Il parrucchiere: “Cancellati otto voli già programmati. Sono costosissimi”. A Lusia il suo negozio ha riaperto

E’ bloccato all’estero, ma la sua attività riparte

E’ bloccato all’estero e non riesce a rientrare in Italia dove, comunque, la sua attività è ripartita ieri, come molte attività economiche in questa graduale uscita dal lockdown. La disavventura è capitata a Jean Pierre Giacobbe, noto barbiere di Lusia. Nato a Versailles, in Francia, giovedì compirà 51 anni. Viaggiare era già nel suo dna: i genitori, infatti, erano emigrati per lavoro. Restarono per 15 anni in Francia, dove la madre faceva la sarta e il padre lavorava in un’azienda di fiori. All’età di 6 anni il ritorno in Italia. Finite le scuole e ottenuto il diploma, Jean Pierre ha capito che la sua strada era quella di fare il parrucchiere, a cui si è dedicato anima e corpo, aprendo poi il negozio Parrucchieri J.P& Co”. La sua attività è andata alla grande in Italia, quindi ha deciso di tentare l’avventura a Gran Canaria una delle Isole Canarie, in Spagna, trasferendosi nella città di Maspalomas. La partenza nel luglio di due anni fa, mentre l’anno prima era andato per vedere la situazione e capire se si poteva iniziare questo progetto, affrontando il cambio di vita. Jean Pierre ha quindi aperto nell’isola spagnola una società di import export di cosmetica con prodotti italiani come shampoo, creme e altro, di un marchio nuovo. “Purtroppo, con l’arrivo di questa pandemia siamo fermi. Dovevamo essere presenti al Cosmoprof (l’evento internazionale di estetica, cosmetica, make up e benessere che ogni anno si svolge a Bologna, nda), ma è saltato tutto”.

“Qui non ho ancora un mio negozio di parrucchieri - aggiunge Jean Pierre - ho aperto una ditta che fornisce i parrucchieri di cosmesi. Ora sono bloccato qui, mi hanno cancellato più di otto voli già programmati, l’ultimo proprio sabato - spiega il parrucchiere - Siamo in contatto con l’ambasciata e il consolato per sentire come posso fare per il rientro, mi dicono che c’è solo qualche volo con la Neos già programmato. Voli costosissimi e, naturalmente, c’è da fare la quarantena quando si arriva in Italia, senza poi poter più tornare indietro. Per me, che viaggio due volte al mese, è praticamente impossibile fare 15 giorni rinchiuso in casa. Speriamo che decidano di farci volare certo con misure di sicurezza, ma con meno restrizioni, altrimenti non riuscirò a lavorare con questo sistema. Di certo, è stato un gran danno economico”.

La decisione di vivere a Gran Canaria con la famiglia è stata dettata dalla volontà di cambiare stile di vita. “Una scelta ponderata, studiata con mia moglie e le due piccole. Qui l’idea era di aprire un’attività di barbiere, ma ho cominciato a capire che bisognava prima studiare e capire l’isola e gli abitanti, i loro usi e costumi. E la scelta è stata anzitutto di collaborare con un salone conosciuto, con cui tuttora collaboro. Studiando e capendo come potevo entrare nei negozi per farmi conoscere, un’idea mi passò per la testa. Ne parlai in Italia con il mio amico Erik, un bravissimo distributore e rappresentante di prodotti per parrucchieri. Parlammo a lungo di questo progetto, finchè un giorno nacque la società Serodama Cosmetics, che produce prodotti per parrucchieri e barbieri. Ma l’arrivo del Covid 19 è stato un vero disastro: ordini bloccati o che non arrivano, dogane con problemi di trasporti, nonchè molte altre difficoltà. Oltre a ciò, il negozio di Lusia è stato chiuso per più di due mesi a causa dell’emergenza”. Non solo. “Un altro danno e stato la cancellazione della Fiera mondiale del Cosmoprof 2020, dove avevamo preso un stand per fare show di Hair tattoo una mia passione che e diventato un altro lavoro”. Jean Pierre, infatti , è un vero artista dell’Hair tattoo, ovvero disegnare sui capelli usando una macchinetta da barbiere. Ieri, intanto, il suo negozio nel centro di di Lusia, “Parrucchieri J.P& Co”, è ripartito alla grande, con i quattro ragazzi al lavoro, ovvero lo staff composto da Rossano, Franco, Jary e Michele. “Sta andando bene - dice Franco - siamo soddisfatti per la ripartenza”. “Sono contento di essere tornato al lavoro - aggiunge Michele - qui è come essere in famiglia”.

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