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CASA DEL SORRISO

Si riapre alle visite. Ma solo col test

L’annuncio della struttura. Incontri al massimo di 30 minuti, una volta ogni due settimane

Si riapre alle visite. Ma solo col test

Via libera agli incontri tra familiari ed ospiti della Casa del sorriso, anche se le difficoltà economiche dell’ente rimangono un problema da risolvere. Il comitato dei familiari degli ospiti della struttura, dopo l’incontro di venerdì con il Cda, il direttore ed il coordinatore dell’ente, riassume in breve le novità che permetteranno, a partire dal 29 giugno, di tornare ad incontrare i propri cari.

Da domani, lunedì 22 giugno, inizieranno le prenotazioni per le visite, chiamando il centralino della struttura. Si potrà incontrare il proprio caro solo con i dispositivi di protezione personale forniti dalla struttura gratuitamente. La visita durerà 30 minuti, al massimo, anche se i familiari dovranno arrivare 30 minuti prima dell'orario di visita, per potersi sottoporre al test sierologico obbligatorio. Per gli incontri, i cui dettagli verranno comunque diffusi sul sito internet dell’ente a partire da domani, verranno messe a disposizione due ore al mattino e tre ore al pomeriggio, mentre le videochiamate rimarranno attive.

Si potrà fare una visita con un unico famigliare per ospite – fanno sapere dal comitato - e, considerando che si possono organizzare 15 visite al giorno dal lunedì al venerdì e ci sono 150 ospiti, la visita successiva sarà dopo due settimane. La direttrice ci ha fatto presente che, la prossima settimana, la Regione Veneto emetterà nuove disposizioni per accedere alla struttura, ma per il momento varranno quelle emesse in precedenza. Si sta anche predisponendo uno spazio per un contatto diretto tra il familiare e il medico curante dell’ospite”.

“Il presidente ci ha descritto sommariamente la situazione economica – continuano - che dopo la chiusura si è ulteriormente aggravata, sia per la diminuzione delle presenze degli ospiti, sia per le impegnative, sia per le misure di contenimento al Covid 19. Ci ha informato che alcuni privati hanno versato all’ente dei contributi volontari che hanno portato un po' di sollievo e ci ha segnalato la difficoltà di reperire personale. È inviato alla Regione Veneto un documento che illustra le difficoltà economiche che hanno subito le varie strutture in questo periodo”.

“Ad ottobre dell’anno scorso il Cda della Casa del sorriso ha portato la retta a libero mercato a circa 3000 euro al mese – riflette poi il coordinatore del comitato Graziano Berto - mettendo in difficoltà molte famiglie e impedendo, di fatto, alle meno abbienti di entrare in struttura. E’ una situazione inaccettabile, ed occorre che la Regione Veneto intervenga al più presto se non vuole che molte case di riposo, compresa la nostra, abbiano un destino infausto. La politica deve fare il possibile per aiutare la nostra casa di riposo affinché continui a ‘sorridere’ ancora per molti anni. Vorremmo un incontro con l’assessore regionale Lanzarin, ma sembra che in questo momento non sia disponibile a riceverci”.

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