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LENDINARA

Oratorio nel degrado, via al recupero

Noto per un affresco ritenuto miracoloso. “Non ci sono ancora i soldi per il restauro”

Oratorio nel degrado, via al recupero

Il sopralluogo di sindaco e autorità

Sarà messo in sicurezza e finalmente preso in carico, dopo anni di degrado e abbandono l’oratorio del Santissimo crocifisso della costata, meglio conosciuto come oratorio del Cristo, che si trova a lato di via Baccari. Dopo che la Prefettura ha completato l’iter che ha reso lo storico angolo di Lendinara un bene a disposizione dello Stato, si è reso possibile l’inizio di un intervento per salvare questo monumento della città forse poco noto, che si rivela, modestamente, a chi si affaccia sulla vietta dell’ex Contrada della Costata.

"Non ci sono risorse per un restauro completo al momento – ha precisato il sindaco Luigi Viaro – ma c’è la volontà di non perdere la storia di Lendinara". Per questo intanto ciò che resta dell’edificio, di cui sono crollati il soffitto e altre sue parti rendendolo anche pericoloso per chi abita nei dintorni, è stato pulito e messo in sicurezza con una struttura in metallo. "Questa struttura – continua il primo cittadino – potrà servire anche da base per una futura copertura". Questo primo intervento di conservazione, infatti, costato al comune 30mila euro, non è che il primo step di un progetto completo di recupero della struttura. "Intanto abbiamo preparato il progetto complessivo – precisa Viaro – così da farci trovare pronti a partecipare ai vari bandi che dovessero uscire e ottenere quindi finanziamenti ulteriori per procedere con i lavori”.

Lo storico oratorio fu realizzato nel 1676, strettamente legato alla vicina chiesa di Santa Sofia, per la presenza di un affresco rappresentante un Crocifisso che la popolazione riteneva miracoloso. Fino all’Ottocento nella struttura di proprietà della parrocchia e di juspatronato del Comune si tennero funzioni religiose, ma 1913 il consiglio comunale, su richiesta di una verifica della proprietà da parte dell’allora parroco di Santa Sofia, adottò una delibera di rinuncia al diritto di juspatronato. Due anni più tardi, nel 1915, l’oratorio fu sconsacrato e la parrocchia lo alienò all’Istituto musicale di quegli anni, come ricorda anche quel poco che rimane dell’intestazione sulla facciata.

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