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LA FESTA

Sogno in Vangadizza: ma è reale

Inaugurazione della biblioteca, trasferita finalmente nel complesso della Abbazia

Sogno in Vangadizza: ma è reale

Con l’inaugurazione dei nuovi spazi della biblioteca civica “Bronziero”, l’abbazia della Vangadizza torna ad essere emblema polesano della cultura. Sono state svelate ieri mattina le sale restaurate del complesso abbaziale, dove troverà spazio la biblioteca cittadina.

Sono sale accoglienti, dotate di computer e tavoli con prese elettriche da far invidia a qualsiasi università, di poltroncine per leggere in tranquillità un libro ma anche di postazioni dedicate ai più piccoli, per concludere con il rinnovato loggiato, tornato ad essere interamente visitabile per la prima volta dopo tanto tempo, dove rilassarsi all’aria aperta all’ombra del monumento secolare.

Grande la soddisfazione dell’amministrazione comunale per l’importante traguardo raggiunto, espressa prima dell’immancabile taglio del nastro dal sindaco Giovanni Rossi, affiancato dalla vicesindaco e parlamentare Antonietta Giacometti e dall’assessore alla Cultura Valeria Targa.

“Sono particolarmente felice oggi – ha esordito il primo cittadino – Siamo nel monumento-simbolo di Badia Polesine e oggi aggiungiamo un nuovo tassello a tutti quelli già conclusi dalle precedenti amministrazioni. Questo sarà un luogo di lettura, ma soprattutto di cultura: il monumento millenario dovrà diventare sempre di più il centro culturale del nostro paese”.

“Non ci fermeremo qui, infatti grazie ad un contributo del Gal potremo continuare il recupero degli spazi dove si trova il Sodalizio Vangadiciense”.

“È stato senz’altro un lavoro complesso – ha ripreso Rossi – ci sono stati tre stralci di lavori per un importo complessivo di 724mila euro, di cui l’amministrazione ne ha spesi solo 60mila, ovvero il 7%: credo che questo sia un risultato straordinario. Per questo ultimo intervento, bisogna ringraziare la Regione Veneto e la Fondazione Cariparo, ma a questi due enti bisogna aggiungere tutte le realtà che ci aiutano costantemente a fare cultura”.

Dopo gli interventi dell’assessore regionale Cristiano Corazzari e della presidente del comitato biblioteca Annalisa Marini, sono stati gli architetti Ettore e Giovanni Vio a dare alcune nozioni tecniche dell’intervento.

“Si parla ancora di biblioteca anche in un momento di forte crisi dell’editoria – ha precisato Giovanni Vio – perché rimane innanzitutto un luogo di riferimento per la cultura. Penso ad esempio ai giovani che, pur avendo a disposizione una camera a casa propria, preferiscono andare in biblioteca perché trovano motivazione. È quindi luogo della socialità e delle identità di un lavoro di crescita, istruzione, cultura”.

Dopo aver tagliato il nastro all’entrata posta nell’androne della nuova biblioteca, ci si è poi spostati alla visita delle sale al primo piano, che originariamente costituivano l’appartamento dell’abate, dove il parroco don Alex Miglioli ha proceduto con la benedizione. Alla cerimonia, che si è conclusa con un rinfresco preparato dal progetto “Osteria della gioia” di Villanova del Ghebbo, hanno partecipato, tra gli altri, tutti gli esponenti della giunta, i consiglieri Cristian Brenzan, Giulio Barbieri, Magda Mantovani e Idana Casarotto, il segretario comunale Antonella Mariani, il responsabile dell’ufficio tecnico Ivan Stocchi, il presidente della Pro loco Giuseppe Romani, il presidente dell’associazione del teatro Balzan Dino Bonfante, i rappresentanti delle Forze dell’ordine, del comitato biblioteca e del gruppo di lettura.

L’apertura al pubblico è prevista a ottobre.

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