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Incredibile scoperta: in chiesa quattro antiche tombe, con altrettanti scheletri

A San Lorenzo di Cavazzana sono state trovate quattro antiche sepolture

Incredibile scoperta: in chiesa quattro antiche tombe, con altrettanti scheletri

Scoperte alcune tombe risalenti al XV-XVI secolo. Durante i lavori di “consolidamento strutturale della chiesa e miglioramento della vulnerabilità sismica della cuspide del suo campanile”, seguiti dal direttore lavori architetto Massimiliano Furini, nella chiesa dedicata a San Lorenzo, nella frazione di Cavazzana, è stata rinvenuta la presenza di antiche sepolture con quattro scheletri posti su livelli diversi.

Questo rinvenimento è avvenuto durante l’approntamento del cantiere che prevedeva, per l’ottenimento dell’autorizzazione della soprintendenza, la relazione geologica per le caratteristiche di portata del terreno.

“Questa ha messo in evidenza, alla profondità di circa un metro e mezzo, di frammenti di laterizio – spiega come sempre con dovizia di particolari e grande competenza l’architetto Furini - All'atto autorizzativo questo viene rilasciato con la prescrizione archeologica di provvedere a realizzare dei saggi di scavo fino alla profondità di due metri. Prima dell'inizio dei lavori, ovviamente, provvedo a fare realizzare questi scavi dalla ditta ‘In Terras’ di Civitella di Romagna (Forlì-Cesena)”.

“I primi due danno esito negativo – continua Furini - ossia è stato rinvenuto materiale di cotto, ma di poca importanza. Il terzo saggio, invece, porta alla luce due stratificazioni di scheletri e un po' più in profondità altri due. Una volta le sepolture avvenivano senza bara e poi si coprivano i corpi alzando il livello – spiega ancora il direttore lavori – Successivamente poteva capitare che non si sapesse o non ci si ricordasse delle sepolture precedenti e si riscavava nello stesso punto, rischiando di rompere gli scheletri presenti. A questo punto ci si alzava con la terra e poi si seppelliva nuovamente”.

Questo spiegherebbe il motivo per il quale i primi due scheletri rinvenuti erano intatti, mentre quelli sottostanti in alcune parti erano rotti. “Uno di questi scheletri in fianco aveva dei resti di un cassettina lignea con all’interno dei frammenti databili attorno al 1500 circa”.

Grande lo stupore anche del parroco don Antonio Rossi, che ha seguito con estremo interesse questi lavori che hanno rilevato come la zona fosse abitata già in epoca molto antica. Tra i reperti ritrovati, da evidenziare un frammento di ceramica con una particolare tecnica di decorazione detta ‘ingobbiatura’, graffita e dipinta, databile attorno al XV-XVI secolo. “Tutto si è svolto in piena collaborazione con la Soprintendenza Archeologica Belle arti e paesaggio di Verona – conclude l’architetto Furini - in accordo con il funzionario archeologico dottor Gianni Dezuccato”. Tutto il materiale ritrovato è stato depositato nei magazzini della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vivenza.

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