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LA LINEA DEL TRENO

“No all'alta velocità Padova-Bologna”

Manuel Berengan: “La richiesta di investimento in una nuova ferrovia deve provenire dal territorio”

“No all'alta velocità Padova-Bologna”

È passato con i voti della maggioranza l’ordine del giorno per il sostegno all’attuazione dell’Alta velocità nella linea ferroviaria Padova-Bologna, presentato al sindaco dal comitato comunale di Forza Italia ed illustrato nel corso dell’ultimo consiglio comunale dalla consigliera Magda Mantovani. “La tratta Bologna-Padova - ha spiegato Mantovani - è una delle principali linee ferroviarie d’Italia. Classificata come linea ‘antenna’, è stata potenziata per l’integrazione nella rete Alta velocità-Alta capacità, ma non costituisce un tratto ad Alta velocità. E’ invece una linea elettrificata a doppio binario che si snoda per un percorso di 123 chilometri con traffico passeggeri e merci”.

Si tratta di “uno snodo fondamentale per collegare la città di Venezia con Bologna, Firenze, Roma e Napoli, un percorso interamente ad Alta velocità, compreso il tratto Padova-Venezia, fatta eccezione proprio per i chilometri tra Bologna e Padova”.

L’opera “favorirebbe un naturale completamento di una più articolata rete di Alta velocità dell’intero Paese, consentendo così collegamenti veloci con il capoluogo veneto e con il resto d’Italia e d’Europa, sostenendo in tal modo la crescita sotto vari profili, siano essi economico-sociali o culturali”.

Se il punto all’ordine del giorno è stato interamente condiviso dalla maggioranza, così non è stato per i gruppi di opposizione, in particolare per Adesso Badia che ha votato contro la mozione, mentre si è astenuta Giulia Battista di Tre torri.

“L’ordine del giorno - ha chiarito Manuel Berengan di Adesso Badia - è emozionalmente impattante, ma chi ne sa qualcosa di infrastrutture, specie ferroviarie, dice che la richiesta di investimento in una nuova ferrovia deve provenire dal territorio, nel nostro caso il Polesine, e deve essere funzionale al suo sviluppo economico che ovviamente serve a ripagarne i costi di realizzazione ed il suo esercizio”. Stimando un costo grezzo dell’opera di 2 miliardi di euro, Berengan ha quindi ricordato che “con voto sostanzialmente unanime, nel giugno 2018 questo consiglio ha avuto modo di approvare un ordine del giorno a supporto di un’infrastruttura ritenuta da tutti funzionale allo sviluppo e al miglioramento della qualità di vita dei nostri cittadini, la ‘povera’ linea ferroviaria Verona-Rovigo-Chioggia che ancora oggi soffre di velocità commerciale scarsa, convogli vetusti, tracce scadenti e naturalmente zero intermodalità bus-treno nelle principali stazioni”. “Noi non siamo contrari al sistema Alta velocità in Italia - ha proseguito - ma ci tocca ricordare che l’ultimo Piano regionale dei trasporti prevede per la linea Bologna-Padova un potenziamento di alcuni tratti funzionale alla promozione del concetto di Alta capacità di rete, qualcosa di ben diverso. Chi pensa, poi, che ci possano essere modelli di esercizio ferroviario ad Alta velocità, con treni che fermano ogni 10 minuti (ovvero ogni 20-30 km) si sbaglia di grosso. L’Alta velocità per essere competitiva ha bisogno di treni in piena corsa per almeno 100 chilometri, come il modello no-stop prevalente, ad esempio fra Bologna e Milano (250 chilometri), Milano e Torino (200 chilometri). Se poi vogliamo spendere due miliardi per un treno regionale veloce, allora deve essere chiaro. In conclusione no a questa avventura costosissima e inutile; sì al potenziamento della linea ferroviaria storica Bologna-Padova e sì al potenziamento della linea ferroviaria Verona–Rovigo-Chioggia”.

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