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Il Duomo è ritornato a splendere

E’ stato inaugurato ieri pomeriggio il restauro dei soffitti dipinti della chiesa di Santa Sofia

Il Duomo è ritornato a splendere

Un momento emozionante e atteso, così don Alberto Rimbano nel pomeriggio di ieri ha definito l’inaugurazione del restauro dei soffitti dipinti del Duomo di Santa Sofia. Dopo ben undici mesi sono finalmente state tolte le impalcature per il completamento del restauro seguito dall’architetto Sergio Martinelli con lo studio Azzi, direttore dei lavori l’architetto Davide Zagato, responsabile della sicurezza geometra Alessandro Picelli e all’opera la ditta di restauro Tisato di Verona. “E’ una parte importante dei lavori quella che è stata fatta - ha commentato il sindaco Luigi Viaro, presente all’evento - ma ci ricordiamo anche del campanile, luoghi sicuramente afferenti alla sfera sacra, ma che fanno parte della comunità che è unica”.

I lavori sono iniziati il 18 maggio dello scorso anno e sono finiti pochi giorni fa, ma non si fermano gli interventi alla chiesa: inizia infatti il montaggio dei ponteggi all’esterno per il ripasso della copertura, per impedire l’infiltrazione dell’acqua; un lavoro che durerà almeno per quattro o cinque mesi. Due i finanziamenti che la chiesa ha ricevuto: 300mila euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, da due diversi bandi, e anche un contributo straordinario dalla Cei. “Siamo fiduciosi di riuscire a completare l’intervento anche se sarà difficile portare a casa altri contributi”, ha concluso Martinelli, che h poi ricordato che le decorazioni parietali della chiesa sono di pregiata fattura e risalgono a due epoche diverse: la prima è del 1795 a opera del pittore veronese Giorgio Anselmi, che aveva già lavorato nella cattedrale di S. Andrea a Mantova, e che a Santa Sofia decora cupola, presbiterio e catino absidale; il secondo intervento invece avviene tra il 1939 e il 1940 alla navata centrale, alle colonne e alle navate laterali a opera del pittore e decoratore bergamasco Tito Poloni, che ha lavorato anche al Santo di Padova.

“Ci sono sempre stati problemi con la parte centrale e con la cupola - ha detto Martinelli - ma con il completamento del restauro dei soffitti di tutta la navata centrale dovremmo aver messo in sicurezza”. Il primo lavoro di restauro risale al 1994 con la ristrutturazione della prima campata della navata centrale e del soffitto sopra il presbiterio, mentre nel 2003-2004 sono stati restaurati il soffitto della cupola e il catino absidale. All’intervento concluso quest’anno, che rappresenta il terzo stralcio, dovrebbe fare seguito la sistemazione dei transetti e delle campate laterali, zone comunque, assicura l’architetto, messe in sicurezza. Il restauratore Massimo Tisato ha spiegato che la tecnica della prima decorazione settecentesca è l’affresco, molto duraturo, mentre i dipinti novecenteschi sono stati eseguiti su mezzofresco secco con tecnica a tempera, tecnica purtroppo soggetta a maggior degrado. Si è quindi lavorato in modo generalizzato e diffuso su tutta la superficie affrescata, non solo sulle zone precipitate, per scongiurare futuri distacchi. Insieme alla capocantiere Anna Sossella, Tisato ha voluto ringraziare anche il coordinatore per la sicurezza, “importantissimo soprattutto quando si lavora imbragati come abbiamo fatto noi”. I maestri Luca Tavian ed Emanuele Marchi hanno allietato l’evento con intermezzi musicali tra gli interventi degli specialisti che hanno lavorato al restauro.

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