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LENDINARA

"Niente infermieri": la casa dei malati terminali rischia la chiusura

Nonostante ricerche, concorsi e integrazioni economiche, non si trova nuovo personale

Venti infermieri no-vax diffidano l'Ordine

07/05/2022 - 13:27

Versa in grave difficoltà l’hospice Casa del Vento Rosa di Lendinara, fiore all’occhiello del territorio. La presidente Tosca Sambinello, lancia un’accorata richiesta di aiuto affinché le istituzioni locali e regionali supportino e sostengano questa eccellenza: “Il rischio concreto è che il servizio debba essere sospeso o addirittura interrotto, una perdita gravissima per il nostro territorio, di competenze e valori e di capacità di risposta ai bisogni delle persone”.

E’ una struttura fondamentale per garantire le più adeguate terapie del dolore ai pazienti terminali in fase avanzata, per migliorarne la qualità di vita ed a valorizzarne la dignità, grazie all’approccio multidisciplinare di figure come il medico, l’infermiere, l’Oss, lo psicologo, l’assistente spirituale. E può rispondere ai bisogni di persone affette dalle più diverse patologie, non solo oncologiche, ma anche cardio-circolatorie, respiratorie, neurologiche, metaboliche, non più rispondenti a trattamenti specifici.

Il servizio, che è completamente gratuito, è importante perché garantisce il più adeguato supporto e sostegno alle famiglie coinvolte nell’impegno di cura ed assistenza ai loro cari in una situazione di bisogno, per un momento di sollievo: un servizio non alternativo al domicilio, ma ad esso complementare per garantire la continuità delle cure, quando il familiare che assiste il malato ha bisogno di uno staff specializzato e del supporto di attrezzature e ausili dedicati, non disponibili nell’abitazione; sono possibili anche ricoveri di sollievo di durata limitata, pensati proprio per alleviare le famiglie da carichi assistenziali ed emotivi spesso elevati, oppure per costruire o migliorare le modalità, fisiche e psichiche, con cui affrontare i giorni che verranno.

La presidente Sambinello ricorda che questa realtà, presente e radicata nel nostro territorio da più di 15 anni, sta vivendo un periodo purtroppo non facile, come peraltro tutti i diversi centri di servizio e strutture socio-sanitarie residenziali, “a causa della carenza di qualificate figure professionali come medici, infermieri e Oss, conseguenza questa dell’emergenza del Covid-19 e di errori passati della programmazione formativa, che mette a rischio la stessa possibilità di garantire la continuità di questo centro di eccellenza”.

A breve la struttura si troverà a perdere altri suoi infermieri, che si trasferiranno all’azienda Ulss 5, professionisti qualificati e formati e non c’è la possibilità di poterli sostituire: “E’ la drammatica situazione delle nostre strutture, che sono sempre più in difficoltà a garantire i loro servizi; anche Uripa, l’Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza, cui Casa Albergo per Anziani aderisce, continua a denunciare questa pesantissima situazione".

"A fronte di un’emorragia di oltre 12 unità lavorative di infermiere solo ultimo anno, l’ente ha già bandito due concorsi pubblici, un primo completato nel mese di luglio dell’anno scorso ed un secondo che sarà concluso a breve e sta effettuando continue ricerche di personale, anche con titolo professionale estero, ma i risultati sono molto limitati ed assolutamente insufficienti a garantire i servizi; la stessa Regione, ha previsto progetti finalizzati a garantire il supporto in termini di prestazioni di assistenza infermieristica da parte delle aziende sanitarie alle strutture residenziali territoriali; progetti a cui l’Ente ha aderito, ma che, purtroppo, non stanno portando risultati; stiamo interloquendo con l’Ulss 5 Polesana e speriamo proprio che questo porti risultati concreti".

"l nostri infermieri sono estremamente preparati e qualificati e va resa loro tutta la nostra gratitudine, ma sono sottoposti a pesanti turni di lavoro per le carenze di organico e, loro, il più delle volte giovani, sono attratti dalla possibilità di poter operare in un ambiente rivolto a specialità sanitarie non rinvenibili nelle nostre strutture. Come amministrazione stiamo già garantendo trattamenti economici integrativi equiparabili a quelli della sanità, oltre a percorsi formativi e di qualificazione e siamo alla continua ricerca di nuovi professionisti”.

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