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Cavarzere, la minoranza abbandona l'aula: "Comportamenti inammissibili"

Politica

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Palazzo Barbiani, sede del municipio di Cavarzere

28/03/2017 - 23:00

La minoranza si è alzata in blocco e ha lasciato il consiglio comunale di Cavarzere.



"Inutile discutere se abbiamo avuto uno giorno e mezzo per valutare ed eventualmente emendare un bilancio preventivo da centinaia di pagine: è una presa in giro" è il commento di Pierfrancesco Munari, capogruppo della Lega Nord all’uscita da Palazzo Barbiani, lunedì 27 marzo, dopo aver letto un documento sottoscritto da tutti i consiglieri di minoranza ed essersi alzati dai banchi, lasciando la sala consiliare.



Munari, firmatario insieme ai capigruppo Pier Luigi Parisotto (Lista Tricolore) ed Emanuele Pasquali (dell’omonima lista civica), come detto ha letto in aula un documento prima che iniziasse il consiglio comunale durante il quale si sarebbe dovuto votare il bilancio preventivo - cosa poi avvenuta con il “sì” della sola maggioranza rimasta da sola in aula - e discutere pure un paio di mozioni a porte chiuse (sentenza della Corte dei conti relativa all’Ipab “Danielato” e fondi assegnati dalla giunta all’associazione del figlio dell’assessore Cinzia Frezzato).



“Non è stata data facoltà ai componenti della commissione di valutare la documentazione e di predisporre eventuali emendamenti e osservazioni - prosegue Munari - peraltro durante la commissione la presidente Elisa Fabian zittiva letteralmente il consigliere e capogruppo Parisotto, ‘reo’ di aver chiesto informazioni in merito ad alcuni punti del bilancio, affermando che in quanto semplice consigliere e non componente della commissione, non aveva diritto di intervenire a norma di Statuto e regolamento”. “Peccato che lo Statuto vigente, agli articoli 24 e 36, conferisce la facoltà a tutti i consiglieri di partecipare e chiedere spiegazioni nelle commissioni - sottolinea Munari - e risulta del tutto arbitrario, vessatorio ed inammissibile il comportamento tenuto dalla consigliere Fabian in sede di commissione”.



Letto il documento, Munari, Parisotto e Pasquali si sono alzati e sono usciti, non prima di chiedere che le mozioni vengano inserite ai primi punti del prossimo consiglio comunale.



Il servizio completo in edicola nella Voce di mercoledì 29 marzo

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