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Cavarzere, la minoranza: "Polacque, silenzio di Tommasi sulla fusione"

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L'acquedotto di Cavarzere

09/08/2017 - 00:30

Mercoledì 9 agosto l’assemblea dei sindaci di Polesine Acque dovrà decidere se approvare o meno la fusione della partecipata con Centro Veneto Servizi, l’omologa azienda della Bassa Padovana. E sulla questione il comune di Cavarzere, per estensione di reti e utenze, avrà una ricaduta importante rispetto alla decisione che verrà presa.



“Peccato che il sindaco Henri Tommasi e la maggioranza che guida non abbiano mai riferito sulle intenzioni rispetto a questa scelta - commentano in coro dalla minoranza Lega Nord, Lista Tricolore e Lista Pasquali - e domani ([i]mercoledì 9 agosto ndr[/i]) il rappresentante che manderanno all’assemblea dei sindaci, sempre che effettivamente lo facciano, non si sa che scelta farà”.



La questione era stata portata in commissione consigliare a gennaio, ma in aula consigliare a Cavarzere non c’è mai finita. E non è la prima volta che la minoranza, compatta, chiede il perché di tale reticenza a Tommasi e alla sua maggioranza. Per la cronaca le due commissioni consiliari, presiedute da Elisa Fabian, consigliere comunale del gruppo Articolo 1 Mdp che aveva perorato la causa della fusione, si sono svolte a gennaio, con la presenza dei vertici di Polesine Acque.



Intanto al rinnovo del Consiglio di bacino Ato Polesine, l’ente che comprende tutti i comuni presenti nell’Ambito territoriale polesano e li affianca nella gestione della risorsa idrica, avvenuto in marzo, il sindaco Tommasi si schierò con la lista che, di fatto, non appoggiava la fusione tra Polacque e Cvs, senza venire eletto.



“Rimanere in silenzio e non confrontarsi su un tema di così grande importanza come l’acqua - sottolineano i capigruppo di Lega Nord, Pierfrancesco Munari, di lista Tricolore, Pier Luigi Parisotto, ed Emanuele Pasquali dell’omonima civica - è irresponsabile. Non aver nemmeno avuto la decenza di portare in consiglio comunale la questione su un bene pubblico come l’acqua, per il quale parte della maggioranza, e ci riferiamo a Sinistra Italiana, aveva perorato il referendum alcuni mesi fa, è incredibile. Ma è ancor più assurda la totale indifferenza di questa sgangherata maggioranza, che non riesce a tutelare le nostre reti idriche, non si presenta ai tavoli in cui si decide su un bene fondamentale come l’acqua. E, comunque, qualsiasi cosa decideranno di fare, sarà senza alcun mandato da parte del consiglio comunale, in totale spregio del ruolo che riveste, a differenza di tutti gli altri comuni coinvolti in questa fusione”.



Il servizio in edicola nella Voce di mercoledì 9 agosto

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