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Cavarzere, chiedono l'elemosina anche dentro al cimitero

Il caso

Cimitero cavarzere.jpg

L'entrata del cimitero di Cavarzere

04/09/2017 - 09:00

Non bastava chiedere l’elemosina davanti all’entrata del cimitero, adesso anche dentro...”. La segnalazione è su Facebook, e scatena subito una ridda di commenti che stigmatizzano, una volta in più, la questione dei questuanti a Cavarzere.



Non è la prima volta che il tema viene sollevato, anzi un po’ ovunque. Tanto da venire persino commentato dal vescovo di Chioggia, Adriano Tessarollo, molto duro sull’argomento. “Non do soldi a chi tende la mano per strada - le parole di Tessarollo - perché tra loro si trovano anche tanti imbroglioni. Invito a non fare l’elemosina ma, piuttosto, di rivolgersi alla Caritas”.



Detto questo, sembra che a Cavarzere ormai non ci sia un angolo - tra quelli più frequentati - dove non ci sia un questuante. Tra i vari commenti c’è chi sottolinea come se si mettono a chiedere l’elemosina significa che qualcuno i soldi glieli dà. “Ed è proprio questo il punto - commenta il capogruppo della Lega Nord, Pierfrancesco Munari, intervenuto a proposito - bisognerebbe multare anche chi fa l’elemosina. Al di là della provocazione, è chiaro che bisogna mettere un freno a queste persone, alcune facenti parte chiaramente di gruppi organizzati che scendono a Cavarzere, altri quei richiedenti asilo che con le loro bici si presentano dalla ex base di Conetta per poi dividersi tra chiedere l’elemosina e rubare vestiti dai cassonetti dove vengono messi quelli usati".



Tra le segnalazioni nel post su Facebook, altri sottolineano come questi profughi si siedano tranquillamente sulle tombe. Una mancanza di rispetto per chi non c’è più. “Ma è evidente che siamo di fronte a persone senza alcun tipo di rispetto per la nostra cultura - sbotta Munari - ma soprattutto non cercano alcuna integrazione. Secondo il sindaco Tommasi questo non è un problema. Secondo il sindaco Tommasi ci sono già leggi e norme che tutelano queste situazioni. Allora mi chiedo perché non vengano applicate, perché ogni venerdì al mercato ci sono questuanti a ogni angolo”.



Il capogruppo del Carroccio ricorda come già recentemente avesse proposto, insieme alla collega consigliere Roberta Fava, una mozione anti-accattonaggio, con la quale tentare di arginare il fenomeno. “Ma ce la siamo votata solo io e la collega Roberta Fava - commenta amaro Munari - nessun altro consigliere l’ha ritenuta valida. Quando la situazione degenera come in questo caso a Cavarzere, bisognerebbe tentare di arginarla prima con provvedimenti urgenti, e poi integrando un regolamento che su questo punto è decisamente carente”.



Il servizio in edicola nella Voce di lunedì 4 settembre

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