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Zona arancione

Città blindata, “ma state calmi”

Chi lavora fuori provincia potrà circolare, il sindaco Tommasi: “Portatevi dietro una busta paga come prova”

Città blindata, “ma state calmi”

Divieto di oltrepassare il “confine” verso il Polesine. Bar e ristoranti chiusi a partire alle 18. E mobilità ridotta anche all’interno della provincia di Venezia, se non per gravi motivi di salute o lavoro. Sono i contenuti del decreto del presidente del consiglio dei ministri emanato nella mattinata di ieri (ma largamente anticipato già dalla serata di sabato) che inserisce l’intera provincia di Venezia nella “zona arancione”, blindata in entrata e in uscita per evitare la diffusione del coronavirus. “Cerchiamo di capire e di attenerci alle prescrizioni - l’invito del sindaco di Cavarzere Henri Tommasi - anche se in queste settimane la nostra vita verrà rivoluzionata, è importante la salute pubblica generale. Questo è il messaggio che voglio dare: tranquillità da una parte e massimo rispetto delle prescrizioni dall’altra”.

E sulle strade tra Cavarzere e le province di Padova e Rovigo potrebbero essere anche fatti posti di controllo, da parte delle forze dell’ordine, per controllare i transiti. Nessuna militarizzazione: le strade resteranno aperte e percorribili. Ma chi verrà pizzicato “fuori zona” rischia una multa (di 206 euro) e persino l’arresto fino a tre mesi. Le restrizioni comprendono, oltre al divieto di uscire o entrare nella provincia, anche la chiusura dei centri commerciali nel fine settimana, e la contingentazione degli orari di apertura dei bar e delle attività di ristorazione, che potranno tenere aperto soltanto dalle 6 alle 18, oltre alla sospensione di eventi sportivi, manifestazioni e attività didattiche fino al prossimo 3 aprile, salvo ulteriori proroghe.

Per quanto riguarda le comprovate esigenze lavorative, che consentono di derogare al blocco della circolazione - precisa il sindaco di Cavarzere - vi rientrano tutte le attività d’impresa, quindi il decreto non determinerà il blocco delle attività produttive, delle attività lavorative, né tantomeno il blocco dei trasporti e della circolazione delle merci da e per le zone rosse. In attesa che arrivino ulteriori delucidazioni, i lavoratori che lavorano fuori dalla provincia di Venezia si procurino copia di busta paga e documento d’identità, per poter affrontare gli eventuali controlli”.

E sulle misure restrittive per bar e ristoranti, che ieri alle 18 hanno dovuto abbassare la saracinesca, pena la sospensione dell’attività: “Siamo in attesa di capire se rientrino in tale restrizione anche le attività di asporto o meno”. “La situazione non è sicuramente delle migliori - aggiunge Tommasi - e visto il decreto è evidente che anche la nostra zona è diventata a rischio. Ad oggi, comunque, non si sono registrati casi di contagio da coronavirus nel nostro territorio comunale. Ora, comunque, dobbiamo capire le ulteriori disposizioni attuative, e per queste ci stiamo premunendo”.

Certo - ammette il sindaco - la popolazione “dovrà fare un sacrificio, e sarà necessario rimanere il più tranquilli possibile, altrimenti la situazione diventerebbe caotica anche dal punto di vista emotivo. Onde evitare che i casi dilaghino e che si blocchi qualcosa dal punto di vista delle strutture sanitarie nazionali è opportuno che tutti diano una mano rispettando e adeguandosi alle prescrizioni che verranno pubblicizzate. Piuttosto che si sviluppi un’epidemia che potrebbe diventare incontrollabile, è meglio correre subito ai ripari”.

L’importante - aggiunge il sindaco - è comunque cercare di mantenere la calma: non siamo di fronte ad una crisi epidemica paurosa. Allo stesso tempo, però, dobbiamo fare in modo che ci sia calma, perché altrimenti la situazione potrebbe sfuggire di mano. Cerchiamo di essere razionali, di capire la situazione e di attenerci alle prescrizioni, cercando di comprendere che anche se in queste settimane la nostra vita verrà rivoluzionata, è importante che venga mantenuta la salute pubblica generale. Questo è il messaggio che voglio dare: tranquillità da una parte e massimo rispetto delle prescrizioni dall’altra”.

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commenti 1
  • adriano tolomio

    09 Marzo 2020 - 10:10

    Insommaa sentire le Autorità, la situazione è grave ma non è seria!

    Rispondi

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